BEATRICE RASPA
Cronaca

Brescia, spara e uccide l’ex amico: l’appartamento conteso e il pomeriggio di follia

Piantonato in ospedale il maresciallo in congedo che ha tentato di farla finita. Vittima il 54enne indiano Stapal Singh. Il figlio: ci chiedeva soldi senza ragione

La polizia in via Codignole a Brescia

La polizia in via Codignole a Brescia

Brescia – Si è chiarito con il trascorrere delle ore il retroscena del doppio dramma che si è consumato nel tardo pomeriggio di sabato tra via Codignole e via Corsica a Brescia, dove Giuseppe Valetti, 78enne sottufficiale dell’Arma dei carabinieri in pensione, ha ucciso con due colpi di pistola Stapal Singh, muratore originario dell’India, 54 anni, padre di due figli di 27 e 28 anni, e poi ha cercato di uccidersi sparandosi in bocca. L’anziano si è salvato, e ora è piantonato, in stato di fermo per omicidio, in Poliambulanza.

Alla base del delitto vi sarebbe una contesa per un appartamento in via Corsica, fino a un paio di mesi fa abitato dall’anziano e nel quale lo stesso è tornato per cercare di farla finita dopo avere sparato a Singh. Stando a quanto ricostruito finora dagli agenti della Mobile, che stanno raccogliendo le testimonianze, tra i due protagonisti della vicenda fino a non molto tempo fa c’erano rapporti cordiali, alcune esperienze di lavoro condivise e la cessione da parte dell’indiano a Valetti della casa di via Corsica. I buoni rapporti sono proseguiti finché la famiglia di Stapal Singh avrebbe preteso che il 78enne liberasse l’alloggio per poterlo mettere a disposizione di uno dei due figli della vittima. Valetti, è l’ipotesi al momento più accreditata dagli investigatori, pare volesse tornare tornare a tutti i costi in possesso di quell’abitazione pur avendola venduta (parrebbe alla stessa famiglia Singh). Per questo sabato alle 18 si è messo al volante della sua Panda, in tasca una Beretta regolarmente detenuta, si è presentato a casa di Singh, si è fatto riconoscere ed aprire e poi, ancora nell’androne del palazzo di via Codignole, ha fatto fuoco due volte. Uno dei colpi è rimbalzato sul ballatoio, l’altro è andato a segno ed è risultato mortale. L’ex maresciallo è poi è tornato in macchina, si è recato in via Corsica, nell’appartamento che considerava suo, e davanti al nuovo inquilino ha girato l’arma verso di sé, sparandosi in bocca. Tutto questo in meno di un’ora, in un raggio di poche centinaia di metri.

Quando la Volante della polizia è arrivata in via Codignole, mentre i famigliari di Singh lo accompagnavano in ospedale senza riuscire però a salvarlo, a stretto giro gli agenti hanno ricevuto l’allarme per un secondo fatto di sangue. A sparare, sempre la Beretta. Gli agenti e il pm di turno Francesco Carlo Milanesi ci hanno messo poco a collegare gli episodi. Valetti, in condizioni critiche ma, sembra, non in imminente pericolo di vita, è in stato di fermo in un letto di ospedale. Quando sarà in condizione di farlo, se vorrà, potrà dare la propria versione dei fatti al magistrato e al gip.

“Valetti ci aveva minacciato perché riteneva che mio fratello gli dovesse dei soldi per quella casa - ha raccontato uno dei figli del 54enne -. In realtà l’appartamento era stato pagato con un mutuo. Non sappiamo perché abbia sparato a mio padre". Scenari sui quali la Mobile in queste ore cerca riscontri.