Frah Quintale, il rapper posta foto di poliziotti con maschere di maiali: chiesta l’archiviazione

Il sindacato Mosap, che aveva presentato denuncia, ha depositato all’ufficio gip di Milano l’atto di opposizione. Il 34enne bresciano è accusato di villipendio delle forze armate e diffamazione

Il rapper Frah Quintale, nato a Brescia, 34 anni

Il rapper Frah Quintale, nato a Brescia, 34 anni

Milano, 27 giugno 2024 – La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione delle accuse di vilipendio delle forze armate e diffamazione che erano state contestate al noto rapper bresciano Frah Quintale, all'anagrafe Francesco Servidei, che nel 2022, dopo un concerto in Calabria, aveva postato sul suo profilo Instagram un fotomontaggio che ritraeva dei poliziotti in divisa “col volto coperto da maschere di maiale” e la scritta “Se mi guardi così ...”.

Il sindacato di polizia Mosap, che aveva presentato una denuncia a carico del cantante, ha depositato ora all'ufficio gip di Milano l'atto di opposizione alla richiesta di archiviazione, segnalando, come si legge nel documento, che il pm nell'istanza si è limitato a ritenere che "il fatto non sussista, o quantomeno che non costituisca reato”.

Dallo stesso tenore delle querele, ha spiegato la Procura, “dalla visione della foto denunciata, allegata in stampa alle querele, e dal complesso delle foto e dei post pubblicati sui social media Instagram dell'indagato, emerge chiaramente l'inidoneità della condotta a vilipendere, e in ogni caso la carenza di volontà in tal senso”.

Procura che ha segnalato anche che quel post non era più "presente sulla bacheca del rapper 34enne: dopo sei mesi dal fatto denunciato, le indagini sarebbero fallimentari”. “È davvero incredibile che il pm abbia inteso chiedere l'archiviazione nonostante la polizia giudiziaria avesse concluso per la chiara portata diffamatoria dello scritto, amplificata dalla notorietà dell'artista”, ha affermato Fabio Conestà, segretario generale del Movimento sindacale autonomo di polizia (Mosap).  “Abbiamo proposto opposizione al Gip, attraverso il nostro legale avvocato Antonello Madeo, confidando che il Tribunale di Milano, specie in un momento storico come questo, non svilisca il delicato compito che le forze dell'ordine svolgono in una città ad alto tasso di delinquenza come Milano”, ha spiegato ancora il Mosap.

Nell'atto di opposizione, con cui il sindacato chiede al gip di ordinare l'imputazione coatta per il rapper, si legge che la polizia giudiziaria aveva messo in luce che, "nonostante la rimozione”, quel post, che era stato pubblicato a fine agosto 2022, “ha avuto una forte risonanza mediatica in quanto numerosi siti web e testate giornalistiche online hanno riportato la notizia attraverso articoli con annessa immagine denigratoria”. Una diffusione dovuta “anche dalla popolarità di Frah Quintale”. “Limitandosi a (scarsamente) motivare solo sulla denuncia proposta da altro sindacato di Polizia” sul vilipendio, scrivono i legali del sindacato, “senza considerare l'articolato atto di impulso processuale proposto dal Mosap, il magistrato inquirente” ha “convalidato la condotta diffamatoria dell'indagato nei confronti del Corpo della Polizia di Stato e degli uomini che quotidianamente si prodigano per assicurare l'ordine pubblico e la sicurezza interna”. Nell'atto di opposizione si parla anche di “gravità dell'offesa cagionata a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato”.