Rapina choc a Brescia, la rabbia della vittima: “Mi vergogno di vivere in una città piena di delinquenza”

Il colpo alla gioielleria “I gioielli di Rossana” alle sette di sera. Dietro al bancone c’erano madre e figlio. I negozianti derubati hanno subito tre colpi a mano armata

I carabinieri nel negozio rapinato la gioielleria Rossana

I carabinieri nel negozio rapinato la gioielleria Rossana

Brescia – Il giorno dopo la rapina choc alla gioielleria “I gioielli di Rossana”, compiuta venerdì alle 19 tra il viavai dei portici X Giornate, in pieno centro, Renata Dini, 77 anni, e il figlio Alessandro Righetti, 44, i titolari, erano dietro il bancone. La vetrina è vuota a parte un paio di bracciali sopravvissuti a una razzia da 300mila euro.

Lei, sul volto il terrore, è sconvolta per l’ennesimo assalto: "Mi vergogno di vivere in una città piena di delinquenza, il nostro centro è ormai invivibile, ci sono furti e rapine in pieno giorno e di notte – è lo sfogo della signora –. Questa è la terza rapina a mano armata che subisco".

Proprio sperando di essere lasciata in pace, qualche anno fa la gioielliera aveva trasferito il negozio da via Cremona ai portici. E invece anche qui i banditi sono entrati in azione senza curarsi di telecamere, ostacoli e della possibilità assai concreta di essere bloccati. Erano in due, con il casco integrale, sulle spalle borsoni da rider. Sono arrivati e se ne sono andati sfrecciando in monopattino, esplodendo alcuni colpi di pistola (a salve). Stando a Righetti, volto tumefatto per essersi preso un colpo con il calcio della pistola sotto l’occhio sinistro, braccio fasciato, i rapinatori parlavano italiano e potrebbero essere entrati con la complicità di una finta cliente, una donna che pochi secondi prima era entrata chiedendo di vedere dei preziosi e poi uscendo avrebbe lasciato la porta accostata.

Una manciata di secondi, e in gioielleria sono piombati i banditi che, pistola in pugno (una scacciacani), hanno ripulito scaffali e vetrine. Renata Dini ha iniziato a urlare, il figlio Alessandro ha ingaggiato una colluttazione, ha tentato di trattenere le borse ed è stato ferito. Nei video di alcun vicini si vedono il gioielliere e un bandito a terra, sotto i portici: il primo si rialza e cerca di recuperare il bottino, il secondo fa lo stesso mentre dalla pistola partono dei colpi, finché non raccogliere la borsa e scappa come un fulmine tra la gente attonita, mentre il complice fa lo stesso.

A pochi metri di distanza, la notte del 16 febbraio, era stata svaligiata “Real Royal Jewel", e il 6 dicembre 2023 la gioielleria Tomaselli dietro la Loggia. "È imprescindibile che gli imprenditori possano lavorare in sicurezza senza temere rapine - denuncia Carlo Massoletti, Confcommercio - . Le istituzioni facciano chiarezza sulla vicenda".