Il palazzo di giustizia di Brescia
Il palazzo di giustizia di Brescia

Brescia, 16 ottobre 2019 - Era accusato di avere palpeggiato due bimbe disabili cui si occupava in qualità di insegnante di sostegno. Ora a un anno di distanza dall’arresto è stato processato, e il gup Alberto Pavan gli ha inflitto cinque anni e quattro mesi di carcere. E’ questo l’epilogo del primo round giudiziario che vedeva imputato un quarantottenne valsabbino, finito alla sbarra per violenza sessuale aggravata nei confronti di due gemelline di otto anni.

La vicenda era venuta alla luce perché una delle piccole, che aveva cambiato il suo atteggiamento abituale, aveva riferito in famiglia di strani comportamenti del docente mentre facevano lezione da soli. Raccolta la denuncia da parte dei genitori, i carabinieri della compagnia di Salò su indicazione del pm Marzia Aliatis avevano deciso di andare a fondo di quei terribili racconti resi dall’alunna installando una microcamera nella classe di sostegno della scuola. Le immagini avevano fatto scattare l’arresto immediato del maestro, lo scorso 29 ottobre sorpreso in diretta video dai militari mentre molestava la seconda bimba con le stesse modalità descritte in precedenza dalla sorellina.

Finito dapprima in carcere e poi ai domiciliari, l’insegnante inizialmente aveva negato qualsiasi responsabilità, poi in occasione di un secondo interrogatorio aveva ammesso con il magistrato di avere toccato le bambine. Gli inquirenti avevano scandagliato la vita del maestro, che ora ha lasciato l’insegnamento e segue un programma di riabilitazione. Nel corso della carriera infatti, all’insegna di vari cambiamenti di sede di lavoro, aveva già destato sospetti in un’altra scuola. Le indagini, condotte sempre con l’ausilio di telecamere, non avevano tuttavia posto in luce comportamenti anomali. Contattato, l’avvocato Oliviero Mazza, che assisteva l’imputato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.