Luigi Floretta morto a 45 anni dopo l’intervento dal dentista: per la Procura fu colpa dell’anestesia

Brescia, tre indagati per omicidio colposo: il dentista titolare, un collaboratore e l’anestesista. La relazione dei consulenti individua nell’intossicazione la ragione del decesso del dipendente Rai

Luigi Floretta morto dopo seduta dal dentista (foto Tgr Rai)

Luigi Floretta morto dopo seduta dal dentista (foto Tgr Rai)

La causa della morte è chiara. Le circostanze in cui è avvenuta no. Luigi Floretta, il 45enne dipendente Rai di Bolzano deceduto il 30 giugno al Civile dopo un intervento di implantologia eseguito il giorno prima in uno studio odontoiatrico di Brescia, è stato stroncato da "una tossicità sistemica da anestetico locale (lidocaina sovrapposta all’articaina) determinante l’arresto cardiaco al termine della procedura odontoiatrica". Lo scrivono i consulenti della Procura, professor Giorgio Antonio Iotti e la collega Chen Yao, in una relazione depositata al pm Lisa Saccaro, che per il dramma ha iscritto al registro degli indagati per omicidio colposo 3 persone (il dentista titolare, un collaboratore e l’anestesista).

La relazione individua nell’intossicazione la ragione del decesso. I dati anamnestici del paziente, tra cui obesità di primo grado e ipertensione lieve, e le risultanze cliniche non giustificano la morte, così come le ipotesi di una crisi vagale o di una reazione allergica "non trovano alcun fondamento medico scientifico" sostengono gli esperti. La concentrazione ematica della lidocaina al momento della crisi cardiaca (ore 17.40) era più elevata di quanto riscontrato nel campione ematico esaminato in ospedale tra le 18,55 e le 20,10 - si legge nell’atto -. Non è tuttavia possibile affermare con elevata probabilità che fosse stato somministrato un dosaggio al di sopra del range terapeutico".

Nello studio era presente lidocaina spray 15 per cento - una concentrazione che renderebbe difficile un’intossicazione, ndr - mentre non risultava disponibile Intralipid, farmaco antidotico raccomandato per lidocaina nelle linee guida emanate dalla Società italiana di anestesia. Per i consulenti è ‘pressoché certo’ che la lidocaina non fosse stata somministrata in ospedale, dove Floretta era stato "correttamente e tempestivamente" trattato con l’antidoto. Al mistero avrebbe contribuito una presunta "carenza nella compilazione della cartella clinica" da parte dello studio: "Non essendovi menzione di lidocaina nelle fonti documentali non è possibile indicare con certezza quale sanitario avesse somministrato tale farmaco, né l’orario di somministrazione e il preciso dosaggio".