Lombardia, l’ombra della mafia dietro al primato per gli illeciti sui rifiuti e sul ciclo illegale del cemento

Prima regione tra quelle settentrionali con 2.141 reati contro l’ambiente, sesta a livello nazionale. Qui il 10% delle inchieste sul traffico illecito di materiali da smaltire e il 25% dei procedimenti penali

In Lombardia aumentano i reati relativi al ciclo illegale del cemento e al traffico dei rifiuti (foto archivio)

In Lombardia aumentano i reati relativi al ciclo illegale del cemento e al traffico dei rifiuti (foto archivio)

MILANO – Ecomafie più forti in Lombardia che diventa la prima regione del Nord Italia per numero di notizie di reato contro l’ambiente, sesta in Italia. Lo mette nero su bianco il dossier annuale di Legambiente Lombardia dedicato alla Ecomafia Criminalità Ambientale in Lombardia 2023, in cui è stato coinvolto anche l’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano (Cross).

Rispetto allo scorso anno la regione sale di una posizione, diventando la sesta italiana e la prima del Nord Italia per numero di notizie di reato contro l’ambiente (2.141 in totale). Su base nazionale il quarto posto della Lombardia nel settore dei rifiuti supera il posizionamento della Calabria, destando particolare allarme: la Lombardia è la regione in cui si sono svolte più del 10% delle inchieste per il delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti nonché quella complessivamente interessata da un quarto dei procedimenti penali avviati in Italia per questo reato negli ultimi 20 anni. Anche in Lombardia nel corso dell’ultimo anno si è registrato un aumento significativo delle notizie di reato e del numero di sequestri relativi al ciclo illegale del cemento (illeciti nell’ambito delle cave, reati urbanistici, movimentazione terra, fino alle imprese edilizie). Si tratta di un incremento di oltre il 20% che è difficile non mettere in relazione con l’arrivo dei fondi previsti dal Pnrr, che hanno visto l’apertura di numerosi cantieri. "A fronte di questo straordinario dispiegamento di risorse economiche e la conseguente apertura di centinaia di nuovi cantieri in tutta la regione, cui si aggiungono le opere in via di realizzazione per Milano Cortina 2026, non ci risulta siano state adottate misure altrettanto eccezionali per prevenire e contrastare attività e infiltrazioni criminali", commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

Si registra un significativo balzo in avanti della Lombardia anche nella classifica italiana per i reati contro la fauna con 451 notizie di reato (+ 26% rispetto all’anno precedente) e 342 sequestri (+ 37%). Tra le province, secondo i dati nazionali del rapporto di Legambiente, Brescia è al primo posto in Lombardia per quasi tutti i reati ambientali. "Non possiamo che reiterare – commenta Sergio Cannavò, responsabile del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lombardia – la richiesta affinché anche in Lombardia vengano rafforzati, dando loro sempre maggior valore, i controlli ambientali. Uno dei modi più semplici per farlo è prendere spunto da quanto si è fatto nel recente passato, purtroppo solo a macchia di leopardo, nella nostra regione: l’esperienza di tavoli interistituzionali e interforze che ha dato buoni se non ottimi risultati negli anni scorsi nel contrasto e nella repressione dei roghi di rifiuti in Lombardia deve essere ripresa".