La protesta dei trattori non si ferma. Ma la tragedia cambia i piani

Brescia, gli agricoltori sono tornati a sfilare sotto gli uffici del Pirellino. Saltato l’incontro in Prefettura

La protesta dei trattori non si ferma. Ma la tragedia cambia i piani

La protesta dei trattori non si ferma. Ma la tragedia cambia i piani

Brescia – Prosegue e diventa sempre più ampia la protesta dei trattori a Brescia, iniziata una settimana fa. Sono ormai circa 215 i trattori e 300 gli agricoltori arrivati da Brescia e province limitrofe, in risposta all’iniziativa promossa da Riscatto agricolo, contro le politiche agricole europee.

Ieri ci sarebbe dovuto essere l’incontro in Prefettura che i manifestanti avevano richiesto per poter parlare con tutte le associazioni di categoria e sindacati, ma poiché tre su quattro non hanno accolto l’invito, i manifestanti hanno deciso di annullare l’incontro.

I rappresentanti degli agricoltori sono più volte stati criticati, in questi giorni, dai manifestanti, per non aver tutelato a sufficienza l’agricoltura italiana a fronte dei grandi cambiamenti imposti dalle normative europee.

Nei giorni scorsi, il corteo di trattori aveva per questo manifestato anche davanti a Coldiretti (a sua volta mobilitata a Bruxelles). La protesta, ieri, avrebbe potuto assumere risvolti più impattanti, con il passaggio in autostrada e tangenziale, ma la manifestazione si è fermata visto il brutto incidente che ha interessato ieri mattina l’A21, con due morti. Ieri pomeriggio, i trattori sono così tornati a sfilare sotto il Pirellino, sede della Regione, in via Dalmazia, dopo due ore di trattative con la Questura. Nel tardo pomeriggio, il rientro a San Polo, in via Maggia, dove è ormai allestito il presidio, con agricoltori e allevatori che sostano notte e dì.

Oggi pomeriggio, una delegazione sarà comunque in Prefettura, dove il movimento è stato convocato per fare il punto della situazione; domani, invece, ci sarà un incontro in Regione Lombardia. Difficile dire cosa succederà dopo e fino a quando proseguirà la protesta. "Tanti ci hanno raggiunto in questi giorni – spiega Davide Pedrotti, referente bresciano del movimento -. Non sappiamo ancora quanto durerà il presidio, sicuramente saremo qui fino a mercoledì, poi si vedrà". Le richieste sono quelle che stanno animando le manifestazioni in tutta Italia, partite sull’onda di quanto sta accadendo in Francia: la protesta è contro la Politica agricola comune che impone, tra le altre cose, di lasciare incolto il 4% dei terreni.