Furti e spaccio in via Lamarmora: "Più controlli"

In commissione sicurezza a Brescia si discute della petizione popolare per contrastare l'aumento della criminalità nel quartiere Lamarmora. I residenti chiedono interventi urgenti, mentre la relazione della Polizia locale evidenzia un aumento dei reati. Polemiche sulla rappresentatività dei dati.

Furti e spaccio in via Lamarmora: "Più controlli"

Furti e spaccio in via Lamarmora: "Più controlli"

Discussione animata in commissione sicurezza sulla petizione popolare al villaggio Pertini, quartiere Lamarmora e zone limitrofe. Oggetto della discussione è stata la relazione finale che arriverà in Consiglio Comunale, a fronte delle 165 firme raccolte dai residenti, dopo esposti fatti a carabinieri e questura, per episodi che vanno da giugno 2023 a gennaio 2024. I residenti hanno installato impianti d’allarme, hanno messo inferriate alle finestre, hanno stipulato assicurazioni ed attivato un gruppo WhatsApp composto da circa 200 persone. L’ipotesi è che siano bande organizzate ad agire, a cui si aggiungono spaccio, ragazzi maleducati e persone con il viso coperto da sciarpe o mascherine. I residenti hanno chiesto di potenziare l’illuminazione pubblica, di attivare un presidio fisso delle forze dell’ordine, di recintare il parco Pertini.

Nella relazione, si riporta il resoconto delle attività della Polizia locale per i primi due mesi del 2024 (105 controlli antidegrado, 31 reati di cui 11 per spaccio, un furto al Parco Pertini e 6 segnalazioni per rumori molesti). Si attende inoltre il via libera del Ministero per accendere il sistema di letture targhe nei varchi principali della città, che porterà ad una riduzione statistica del 30% dei furti. Nella relazione, l’assessore Valter Muchetti ricorda anche che la Polizia locale non svolge compiti di lotta alla criminalità organizzata. "Una sintesi che riporta solo le osservazioni della maggioranza, che sembra un verbale del verbale", è l’attacco di Fratelli d’Italia, in particolare di Carlo Andreoli e Mattia Margaroli. "Bisogna uscire dalla differenza tra sicurezza percepita e reati, perché quei dati non fotografano la situazione vissuta dai residenti".

F.P.