Il filosofo Emanuele Severino
Il filosofo Emanuele Severino

Brescia, 21 gennaio 2020 - Brescia e l'Italia intera perdono uno dei più grandi filosofi, scrittori e intellettuali. Si è spento a 90 anni Emanuele Severino. È scomparso a Brescia lo scorso 17 gennaio ma si è saputo soltanto oggi, per sua volontà , a funerali compiuti. Nato nella città della Leonessa il 26 febbraio del 1929, da padre di origini siciliane e madre della Val Trompia, ha mantenuto un profondo legame con la sua Brescia, dove ha sempre vissuto, fino all'ultimo. E' considerato uno dei massimi pensatori del Novecento, conosciuto in particolar modo per i suoi studi sull'ontologia e influente pensatore del nichilismo contemporaneo.

L'omaggio

"Un lombardo che ha scritto la storia della filosofia e della cultura di buona parte del Novecento nel nostro Paese - ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana -. Stimatissimo anche oltre i confini nazionali, da presidente del Consiglio regionale ho avuto l'onore e il piacere di insignirlo del 'Sigillo Longobardo', onorificenza quantomai opportuna e meritata". Il sindaco Emilio Del Bono e la Giunta comunale di Brescia hanno espresso profondo cordoglio. "Sono molto dispiaciuto - dice il sindaco - questa notizia mi colpisce a livello personale e per il mio ruolo di primo cittadino. E' scomparso un grande pensatore, uno dei più importanti filosofi del pensiero occidentale, ma anche un uomo dal carattere forte e coraggioso, capace di portare avanti le proprie idee con forza e liberta'". "Severino amava profondamente Brescia - prosegue il ricordo del primo cittadino - una città che non ha mai lasciato e alla quale ha dimostrato più volte il proprio attaccamento. Questo non gli ha comunque impedito di farsi conoscere a livello mondiale, di diventare un punto di riferimento per generazioni di studiosi, il suo pensiero e' diventato uno stimolo per il dibattito filosofico ed epistemologico a livello nazionale e internazionale".

Il percorso

Laureato all'Università di Pavia nel 1950 discutendo una tesi su Heidegger e la metafisica sotto la supervisione di Gustavo Bontadini, Severino l'anno successivo ottenne la libera docenza in filosofia teoretica. Dal 1954 al 1969 ha insegnato filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I libri pubblicati in quegli anni entrarono in forte conflitto con la dottrina ufficiale della Chiesa cattolica, suscitando vivaci discussioni all'interno dell'Ateneo fondato da padre Agostino Gemelli e nella Congregazione per la dottrina della fede (l'ex Sant'Uffizio). In particolare suscitò scalpore il saggio "Ritornare a Parmenide", fulcro del suo pensiero che lo ha portato a teorizzare che l'intera storia dell'Occidente è storia del nichilismo. Dopo un lungo e accurato esame la Chiesa proclamò ufficialmente nel 1969 l'insanabile opposizione tra il pensiero di Severino e il cristianesimo e il filosofi fu costretto a lasciare l'Università Cattolica. 

Il filosofo venne chiamato all'Università Ca' Foscari di Venezia dove fu tra i fondatori della Facoltà di Lettere e Filosofia, nella quale hanno insegnato alcuni dei suoi allievi (Umberto Galimberti, Carmelo Vigna, Luigi Ruggiu, Salvatore Natoli, Italo Valent). Dal 1970 è stato professore ordinario di filosofia teoretica, ha diretto l'Istituto di filosofia (diventato poi Dipartimento di Filosofia e Teoria delle scienze e, oggi, Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali) fino al 1989 e ha insegnato anche logica, storia della filosofia moderna e contemporanea e sociologia.  Nel 2005 l'Università Ca' Foscari di Venezia lo ha proclamato professore emerito. Dopo la pensione ha insegnato ontologia fondamentale presso la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.  Era Accademico dei Lincei e Cavaliere di Gran Croce

Le opere

Tra le sue numerose opere figurano: Note sul problematicismo italiano (1950); La struttura originaria (1957), Studi di filosofia della prassi (1962), Essenza del nichilismo (1972); Gli abitatori del tempo (1978); Legge e caso (1979); Le radici della violenza (1979); Destino della necessità (1980); A Cesare e a Dio (1983); La strada (1983); Il nulla e la poesia. Alla fine dell'età della tecnica (1990); Tautotes (1995); La gloria (2001); Storia, una gioia (2016); Il nichilismo e la terra (Mimesis, 2018). Ha pubblicato, inoltre, una storia divulgativa della filosofia (Filosofia antica, moderna, contemporanea, futura), e un manuale scolastico (Filosofia, 3 volumi).