Dopo due anni laghi sopra la media. Ma il caldo anomalo preoccupa

I consorzi: temperature alte costringono ancora ad apporti irrigui importanti per l’agricoltura

Dopo due anni laghi sopra la media. Ma il caldo anomalo preoccupa

Dopo due anni laghi sopra la media. Ma il caldo anomalo preoccupa

MILANO

Nell’autunno che sembra un’estate sterminata, le risorse idriche in Lombardia sono tornate, per la prima volta negli ultimi due anni, sopra la media del periodo 2006-2020, ma preoccupa l’aumento dei prelievi, determinati dalle temperature anomale, per chiudere la stagione irrigua. "In questa fase climatica navighiamo a vista – commenta Francesco Vincenzi (nella foto), presidente dell’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) –. La stagione agricola è alle battute finali, ma il persistente caldo richiama ulteriori apporti irrigui. Certo è che alcuni territori iniziano l’anno idrologico ancora in sofferenza, nonostante un generale miglioramento rispetto al siccitosissimo 2022".

In Lombardia, secondo il report settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche, le abbondanti piogge hanno rimpinguato le riserve idriche, ma per il lago Maggiore e il Lario nell’ultima settimana si registra una decrescita, così come sono in calo le portate del Po. A livello nazionale, la situazione è decisamente meno rosea. "Non possiamo che ribadire l’urgente necessità di nuovi invasi per aumentare la capacità di trattenere acqua sul territorio", conclude Massimo Gargano, direttore generale di Anbi.F.P.