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30 gen 2022

Desenzano, baby gang sul lungolago: è la resa dei conti

Il raid punitivo del 2019 per vendicare l’offesa ai propri amici si conclude in tribunale: via libera a tre patteggiamenti a 2 anni e mezzo

30 gen 2022
beatrice raspa
Cronaca

Desenzano del Garda (Brescia) - Trasformarono il parco pubblico sul lungolago, a quell’ora pullulante di famiglie con bambini, in un ring. Venti ragazzini contro sette, che se le diedero di santa ragione: schiaffi, pugni, spintoni. Urla, insulti, minacce di morte. Tutto per vendicare un affronto nei confronti dei propri amici, il tentativo di furto di un telefonino, e un approccio di troppo a due ragazze. La megarissa andata in scena un pomeriggio di due estati fa - era il 13 giugno 2019 - a Desenzano del Garda e sfociata nell’arresto di 14 ragazzini - di cui 9 minorenni - è approdata in Tribunale. Il gup, Andrea Gaboardi, nei giorni scorsi ha dato il via libera a tre patteggiamenti a due anni e mezzo (pena sospesa) per tre 21enni di Bagnolo Mella, Manerbio e Brescia, che avevano già risarcito le parti offese. A tutti gli imputati il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche in considerazione dell’atteggiamento collaborativo - l’ammissione degli addebiti - e la giovane età.

I ragazzi rispondevano di rapina pluriaggravata - dall’azione collettiva e dai motivi abietti e futili - in concorso con altri due coetanei maggiorenni, con 11 minorenni (giudicati dal Tribunale dei minori) e cinque giovanissimi non identificati. Stando all’indagine, da cui scaturirono 14 misure cautelari, una ventina di ragazzi, bresciani e stranieri, di casa tra Bagnolo Mella, Manerbio e Cremona, pianificarono una spedizione nel centro di Desenzano per punire il tentato furto di un cellulare ai danni di uno di loro da parte di un desenzanese, e per vendicare due ragazze che pare fossero state importunate. Il gruppo si mise d’accordo via chat dandosi appuntamento alle 17 al parco Maratona. Gli aggressori arrivarono in treno. Riconosciuto il giovane a cui dare la lezione, scattò la violenza. Sette adolescenti tra i 14 e i 17 anni furono accerchiati, minacciati ("Dateci tutto o vi mandiamo via nudi, "Qui finisce male") e obbligati a consegnare quanto avevano di valore. Si scatenò un pestaggio.

Gli aggressori si impossessarono di 5 smartphone, cuffie, magliette, uno zaino, una cassa wifi, due portafogli e alcune banconote. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine permise di bloccare sul posto alcuni giovani, nel fuggifuggi generale. Gli altri furono identificati nei mesi seguenti con l’aiuto anche di alcuni che con le loro dichiarazioni permisero di rintracciare i complici. Eseguite 14 misure cautelari. I destinatari all’epoca avevano tra 15 e i 19 anni, solo cinque erano maggiorenni. tre furono posti in comunità, per sette fu disposta la permanenza in casa, per 4 l’obbligo di dimora.
 

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