La Dia al lavoro (foto di repertorio)
La Dia al lavoro (foto di repertorio)

Brescia, 8 luglio 2020 - C'è anche un dipinto del XVII secolo dal valore di 6 milioni di euro tra i beni confiscati dalla Dia di Caltanissetta a Rosario Marchese, 32enne di Caltagirone (in provincia di Catania) ma residente a Brescia, detenuto per mafia presso il carcere "Opera" di Milano. Complessivamente ammonta a circa 15 milioni di euro il valore dei beni confiscati. 

Marchese è stato ritento "contiguo" sia alla "Stidda" che al clan mafioso dei Rinzivillo di Gela, attivo sia a Roma che in tutto il territorio nazionale. Gli accertamenti hanno consentito di mettere in evidenza il suo repentino incremento di ricchezza, ritenuto complessivamente "anomalo" rispetto al reddito, risultata sproporzionata anche in rapporto all'elevato tenore di vita, al consistente patrimonio immobiliare e, soprattutto, alla sua ascesa imprenditoriale concretizzatasi, in brevissimo tempo, con la costituzione nel nord Italia di numerose società attive in molti settori commerciali.

La confisca ha riguardato 11 società e 2 ditte individuali con sedi a Brescia, Bergamo, Milano, Torino, Verona, Roma e Gela, attive nei settori della consulenza amministrativa, finanziaria e aziendale, della sponsorizzazione di eventi e del marketing sportivo, del noleggio di autovetture e mezzi di trasporto marittimi ed aerei, del commercio all'ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, di studi medici specialistici, della fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e della gestione di bar; un dipinto risalente al XVII secolo (per un valore di circa 6 milioni di euro); una holding con uffici a Milano in via Montenapoleone; una società di noleggio che gestisce, presso la struttura aeroportuale del Catullo di Verona, una flotta di vetture di lusso; una società con sede a Roma, che sponsorizza e partecipa a prestigiosi campionati monomarca di auto da competizione; 5 beni immobili e 50 rapporti bancari.