MILLA PRANDELLI
Cronaca

Chiara morta annegata nel lago d’Iseo. La barca, l’alcol e il rientro in Germania: una tragedia che si ripete

Nel 2021 il caso fotocopia di Greta Nedrotti e Umberto Garzarella, travolti da un motoscafo

Le ricerche di Chiara nel lago d'Iseo

Le ricerche di Chiara nel lago d'Iseo

Pisogne (Brescia) – Carolina K. e gli amici che si trovavano sulla barca da cui è caduta Chiara Mercedes Lindl sono rientrati in Germania, mentre decine di persone tra professionisti e volontari cercano il corpo della 20enne scomparsa sott’acqua.

Tutti i passeggeri del motoscafo, tranne il figlio del proprietario del natante (anche lui un turista tedesco), avevano bevuto: lo hanno confermato i test. Non aspetteranno, gli amici, l’eventuale ritrovamento del corpo di Chiara, affondato nel Sebino in un punto che nessuno ha saputo ancora identificare con contezza. La gita sul lago d’Iseo, la festa ad alto tasso alcolico. E poi il dramma all’imbrunire. Chiara era seduta a prua. Al timone, in quel momento, c’era Carolina K., 23 anni. Anche lei aveva bevuto. Secondo le indagini la 23enne Carolina si è messa al timone dell’entrobordo con un tasso di 0,84 che la rendeva inadatta alla guida di qualsiasi veicolo.

Una storia drammatica che si ripete. Lo stesso copione del giugno 2021. Due anni fa Umberto Garzarella, 37 anni, e Greta Nedrotti, 25, furono travolti da due manager tedeschi a bordo di un motoscafo Riva: anche loro erano risultati positivi all’alcol e anche loro dopo poche ore dall’incidente mortale erano rientrati in Germania senza aspettare che il corpo di Greta venisse ripescato (Umberto era rimasto sull’imbarcazione con la coppia di amici, mentre lei è annegata dopo la caduta in acqua). Oggi nessuno ha obbligato Carolina, pur iscritta nel registro degli indagati, a rimanere in Italia. Presumibilmente dovrà tornarci, come per altro fece il tedesco alla guida del Riva, che qualche tempo dopo il frettoloso rimpatrio con il suo legale si era presentato al passo del Brennero e si era consegnato alle autorità italiane.

Intanto le ricerche di Chiara Mercedes Lindl continuano senza sosta e senza costi per i famigliari e per chi si trovava sulla barca. Il sonar a "scansione laterale" ha già fatto un rilievo dettagliato dei fondali e individuato i "target", gli obiettivi, ovvero delle masse compatibili con le dimensioni di un corpo. Il nucleo sommozzatori dei vigili del fuoco di Roma sta perlustrando il lago d’Iseo in collaborazione con il Gruppo Sub di Monte Isola che negli anni si è specializzato nelle ricerche subacquee e conosce a fondo il territorio. L’area purtroppo è molto grande: un cerchio con un raggio di un chilometro tra Pisogne e Lovere e acque profondissime che sfiorano i 200 metri. Stamani si deciderà se e dove calare il robot da ricerca Rov, arrivato anch’esso da Roma. Gli specialisti vigili del fuoco del Tas (Topografia applicata al soccorso) stanno aggiornando costantemente le mappe delle zone d’interesse.

Al momento solo Carolina K. Risulta indagata. Sostiene di essere in possesso della patente nautica ma di averla lasciata in Germania. Affermazioni che andranno verificate da un organismo internazionale, poiché il sistema di gestione delle autorizzazioni non è come quello delle patenti utilizzate per guidare veicoli su strada. I genitori, la sorella e il fratello di Chiara intanto restano in campeggio. A sostenerli ci sono le forze dell’ordine, i volontari di protezione civile, il sindaco Federico Laini e i titolari della struttura.

Il problema del consumo di alcol sulle imbarcazioni è annoso, e sempre più pericoloso. "Il consumo è eccessivo – spiega Diego Invernici, consigliere regionale di Pisogne – Lo dimostrano le multe fatte quest’anno da carabinieri, polizie provinciali e guardia di finanza, elevate a italiani e turisti stranieri. Quello che servirebbe, oggi, è la copertura di controllo da parte delle forze dell’ordine anche nelle ore serali. Noi politici dovremmo lavorare per cercare di spalmare la vigilanza, almeno nei mesi turistici di luglio e agosto, anche nelle ore notturne, dall’alba all’alba, per fare rispettare le regole". Da Bruxelles interviene anche l’europarlamentare leghista Oscar Danilo Lancini: "È il caso di inasprire le pene anche sulle patenti nautiche oltre che su quelle stradali. Indipendentemente da chi pilota o guida".