E' morto Carlo Maria Maggi, mandante della strage di piazza Loggia

L'esponente di Ordine Nuovo, condannato in via definitiva per la bomba del 28 maggio 1974, aveva 82 anni

La strage di Piazza della Loggia

La strage di Piazza della Loggia

Brescia, 26 dicembre 2018 - E' morto Carlo Maria Maggi, noto per fatti di terrorismo legati all'estrema destra. Si è spento a 83 anni, a Venezia dove risiedeva ai domiciliari perché malato da tempo. Responsabile - secondo lunghe vicende giudiziarie - della cellula veneta di Ordine Nuovo, era membro dell'Msi da cui fu espulso a fine anni '60 proprio per i suoi presunti legami con il cosiddetto terrorismo 'nero'.

Più volte colpito da ordine d'arresto, era stato condannato a 12 anni di carcere per reato associativo nel processo per la strage di Peteano (31 maggio 1972) mentre nel 1988 aveva subito una condanna a nove anni per ricostituzione del partito fascista. Assolto con sentenza definitiva, dopo una condanna in primo grado all'ergastolo, per la strage di piazza Fontana a Milano (12 dicembre 1969) e per quella alla questura di Milano (17 maggio 1973) di cui era accusato di essere il mandante. Assolto, per insufficienza di prove, in primo grado (16 novembre 2010) e in appello (14 aprile 2012) al processo per la strage di piazza della Loggia a Brescia (28 maggio 1974), ha visto la sentenza annullata dalla Cassazione nel 2014. Nel successivo processo d'appello era stato condannato all'ergastolo (22 luglio 2015) come mandante. La condanna all'ergastolo del 22 luglio 2015 è stata confermata definitivamente in Cassazione il 20 giugno 2017. 

"Sono fortemente convinto che Carlo Maria Maggi sia morto portandosi via tante verità mia dette" Così Manlio Milani, presidente dell'associazione familiari vittime della Strage di Piazza Loggia, ha commentato la morte di Carlo Maria Maggi. "Viste le sue condizioni di salute mi sono sempre augurato che Maggi venisse lasciato morire a casa e non in cella. Rispetto profondamente la sua morte" ha spiegato Milani che poi ha aggiunto. "Nell'ultimo processo non si è mai presentato in aula e ha tentato di uscire dal processo a causa della sua malattia. Lui, come tanti altri, ha preferito portarsi nella tomba tutto quello che sapeva. Una scelta dettata forse dal senso del dovere. Avrebbe potuto contribuire a disvelare la realtà su quegli anni".