Brescia: chi ha ucciso Ranjit Singh? Il mistero del cellulare distrutto

L’inchiesta sul delitto della notte di Natale: si lavora sulle conoscenze dell’indiano, ma gli accertamenti sono resi complicati dalla sua “invisibilità” precedente all’omicidio

Carabinieri e, a destra, le macchie di sangue sul luogo dell'omicidio (Venezia)

Carabinieri e, a destra, le macchie di sangue sul luogo dell'omicidio (Venezia)

Brescia, 27 dicembre 2023 – Omicidio a Brescia la sera della vigilia di Natale. I fatti si sono consumati in una zona di alto degrado, e dove i problemi di convivenza sono all’ordine del giorno. Questo non aiuta il lavoro degli inquirenti, dato che pochi sono coloro che rilasciano testimonianze utili alle indagini. Le circostanze che circondano la tragica morte di Ranjit Singh, 51enne di origini indiane e residente a Brescia fino al 2018, avvenuta nella serata della vigilia di Natale in un parcheggio di via Milano, sono avvolte dal mistero. Le ferite mortali, concentrate all’altezza di sterno e addome, il cellulare della vittima distrutto e la mancanza di chiarezza sul movente, formano un quadro investigativo complesso.

Secondo una prima ricostruzione, Singh era nell’area del parco Benson, è stato avvicinato da due uomini in auto. Quando sono scesi dal veicolo, forse una Golf, è iniziata una discussione, poi degenerata nell’accoltellamento.

Le piste

Gli inquirenti, guidati dal procuratore Carlotta Bernardini, non escludono che Singh sia stato ucciso al termine di un litigio, scartando al momento l’ipotesi legata alla criminalità organizzata. Ranjit Singh sembrava essere scomparso dalla vita sociale, anche se forse non ha mai lasciato il territorio. Sarebbe stato disoccupato e avrebbe vissuto di espedienti.

Le prime ricostruzioni indicano che l’aggressore avesse l’intenzione di uccidere, ma solo l’autopsia potrà fornire un quadro medico completo. La zona dell’omicidio, priva di telecamere, rappresenta una sfida aggiuntiva per gli inquirenti, che hanno iniziato a raccogliere testimonianze dai residenti nella notte di Natale. L’inchiesta è attualmente contro ignoti. Quello della vigilia è stato un giorno difficile per le forze dell’ordine e per Brescia. Non solo si è consumato un misterioso omicidio.

Nel pomeriggio alcuni giovani hanno messo a ferro e fuoco il centro durante i festeggiamenti, rischiando conseguenze molto gravi. L’abuso smodato di alcolici, superalcolici, ha richiesto l’intervento di due ambulanze.

Nel corso dell’evento, che si è trasformato in un vero e proprio disastro, la piazza è stata trasformata in una sorta di discarica dove c’erano bottiglie, oggetti vari e resti di cibo. Non solo: molti giovani sono stati visti sentirsi male, sdraiarsi su muretti e gradinate e espletare i loro bisogni all’aperto, in pubblico. Uno degli episodi più gravi è avvenuto alle 16.51, quando è stato richiesto l’intervento, in codice rosso, per una giovane ragazza collassata. Molti negozi sono stati vandalizzati, tra cui quello di un noto marchio di orologi, la cui vetrina è stata imbrattata.

Il tutto è avvenuto a pochissimi passi da dove si è verificato l’omicidio. Non è escluso che la lite o la discussione in cui è stato coinvolto l’indiano sia cominciata a causa delle abbondanti libagioni della giornata. Il mistero che avvolge il caso di Ranjit Singh richiama alla memoria un precedente omicidio avvenuto nella provincia di Brescia. Il 24 dicembre 2011, Luca Zanella, 34 anni, venne ucciso a Calvisano con quattro colpi d’arma da fuoco alle spalle.