FEDERICA PACELLA
Cronaca

Se il medico di base diventa titolare, il suo codice cambia e i pazienti si azzerano. La denuncia: “Un cortocircuito burocratico”

Un problema burocratico che rischia di penalizzare soprattutto fragili e anziani. Soluzione: automatizzare il passaggio dei pazienti o mantenere lo stesso codice

Un medico con un suo paziente

Un medico con un suo paziente

Brescia – Codici azzerati quando i corsisti diventano medici di medicina generale titolari a tempo indeterminato: così tante persone, soprattutto fragili e anziani, rischiano di trovarsi senza il proprio medico. Un cortocircuito burocratico quello che si sta verificando in Lombardia, denunciato da diverse organizzazioni (nei giorni scorsi è intervenuto l’Ordine dei medici di Milano). "Eppure basterebbe un intervento informatico a monte, a livello regionale", commenta Angelo Rossi, medico di medicina generale a Leno e segretario della Fimmg di Brescia.

In sostanza, quello che si verifica è che i medici non ancora titolari di incarico di assistenza primaria a ciclo di scelta, che però hanno accettato di aprire uno studio convenzionato per l’assistenza primaria durante il periodo di formazione o che sono subentrati per incarico temporaneo, si vedono cambiare il codice nel momento in cui firmano per diventare definitivamente convenzionati. Ciò comporta anche l’azzeramento dei pazienti, secondo una logica che, seppur comprensibile, penalizza i pazienti già in essere, che devono rifare la procedura per diventare nuovamente pazienti del loro medico. Non tutti hanno però gli strumenti per farlo: chi è fragile, non autosufficiente, o semplicemente gli anziani che non hanno dimestichezza con queste pratiche o con i sistemi online possono “perdere” il proprio medico. La soluzione? Basterebbe automatizzare il passaggio dei pazienti o mantenere lo stesso codice. "L’ennesimo disagio burocratico", conclude Rossi. Il caso è, infatti, solo la punta di un iceberg, che vede gravato il lavoro dei medici: molte indagini tra i camici bianchi hanno evidenziato quanto la burocrazia sia l’ostacolo maggiore allo svolgimento del lavoro. "Solo le piattaforme che dobbiamo utilizzare sono circa 12, ormai ho perso il conto", conclude Rossi.