Quotidiano Nazionale logo
24 mar 2022

Brescia, bimbo annegato in piscina: genitori e bagnini si rinfacciano la colpa

Il piccolo, 7 anni, cadde nella vasca olimpionica e vi rimase dai 2 ai 4 minuti prima essere soccorso

beatrice raspa
Cronaca
Un'ambulanza davanti alla piscina comunale di via Rodi, Brescia, 19 luglio 2020. Un bambino di sei anni, nella struttura con la famiglia, � finito in acqua ed � stato recuperato in stato d'incoscienza. Trasportato al Civile pediatrico, � in condizioni disperate. ANSA/ FILIPPO VENEZIA
I soccorsi domenica pomeriggio all’impianto di via Rodi

Brescia, 25 marzo 2022 - Al via ieri il dibattimento per la tragica fine di Ansh, il bimbo di sette anni annegato il 19 luglio 2020 nella piscina comunale di Lamarmora in città. Sotto processo, davanti al giudice Luca Angioi, ci sono i genitori, il responsabile dei bagnini e un bagnino semplice - gli addetti dell’Europa sporting club, la società che gestisce l’impianto - in servizio quella domenica pomeriggio. Il pm Gianluca Grippo e Federica Ceschi li accusano a vario titolo di omicidio colposo e di omesso controllo. Il 19 luglio di un anno e mezzo fa c’era il sole, e il lido estivo di via Rodi pullulava di famiglie. Ansh, di origine indiana, il giorno seguente avrebbe compiuto otto anni.

Era in compagnia della madre, del padre e del fratello di 11 anni. A un certo punto si è allontanato dai familiari, che lo hanno perso di vista. Un attimo ed accaduto il peggio. Senza essere notato da nessuno, il piccolo stando all’accusa si è spostato dalla piscina riservata ai bambini ed è finito dentro la vicina vasca olimpionica. Non si è mai saputo se si è tuffato di proposito o è scivolato là dove il livello dell’acqua come minimo misura un metro e 20. Ansh non sapeva nuotare. E quando è stato avvistato e tratto all’asciutto era ormai troppo tardi.

Asfissia meccanica da annegamento“, la causa della morte, l’acqua trovata nei suoi polmoni ha fatto presupporre un’immersione durata dai 2 ai 4 minuti. Proprio la durata dell’immersione è l’elemento che fa fatto dire alla Procura che il bambino avrebbe potuto benissimo essere salvato. Nel procedimento sono coinvolti altri due bagnini all’epoca, la cui posizione è al vaglio del Tribunale dei minori. Tra la piscina dei bambini e quella olimpionica non vi sono barriere protettive, in più i bagnini non avrebbero sorvegliato bene il lato nord della vasca. La madre e il padre di Ansh sono accusati di averlo fatto girare senza braccioli e salvagente.

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?