Uno dei treni danneggiati
Uno dei treni danneggiati

Brescia, 15 giugno - Sono autentiche bande che quando si compattano, grazie ai social, sono in grado di mettere in campo centinaia di elementi. I loro campi d’azione sono il Garda e i treni. Nella testimonianza di una nostra lettrice il racconto di una domenica allucinante. "Viaggiavo sul treno 2642 partito da Verona Porta Nuova alle 18.45, arrivo previsto a Milano Centrale alle 20.35. Alla fermata di Peschiera del Garda sono saliti questi ragazzi, decine e decine. Molti stranieri. Per la maggior parte senza mascherina e senza biglietto. Avevano un atteggiamento provocatorio, anche minaccioso. Non c’era aria condizionata. Dopo circa mezz’ora si sono presentati gli addetti alla Security. Hanno fatto allontanare chi non aveva il biglietto, ma scendevano da una parte e risalivano dall’altra.

La Polfer ha fatto quello che poteva, ho sentito che erano stati chiamati rinforzi. Il treno era sempre fermo sul binario 3 e rimanevamo senza informazioni. Sono passate due ore. Alla fine hanno comunicato che si poteva trasbordare su un altro treno. Io e altri viaggiatori, non tutti, abbiamo colto l’occasione. Purtroppo anche alcuni dei ragazzi hanno fatto lo stesso. Il treno è partito da Peschiera alle 20.48. Siamo arrivati a Milano alle 22.24 con quasi quasi due ore di ritardo". "È stata - è la testimonianza di un altro passeggero, che ha iniziato il viaggio alla stazione di Venezia Santa Lucia - un’odissea allucinante. A Peschiera è stato come se fosse salita una specie di mandria, ragazzi senza mascherine che hanno invaso tutte le carrozze. Ci siano sentiti dire ‘bianchi di m ...’. Avevano un atteggiamento offensivo, per non dire aggressivo, anche nei confronti di persone adulte e di ragazze. Impossibile descrivere quello che abbiamo passato. Avevo con me la mia compagna che siè sentita male".

Sono più di cinquecento a prendere d’assalto il treno 2642 e sarebbero ancora di più se altri non venissero bloccati dalla polizia prima dell’ingresso in stazione. Per la maggior parte sprovvisti di biglietto. A bordo si abbandonano a vandalismi sulle suppellettili. Il problema dura da qualche tempo e si è manifestato in tutta la sua gravità a partire dalla festività del 2 giugno. I gruppi arrivano dalla Bergamasca (in particolare da Treviglio) e dal Bresciano (Rovato). Ragazzi italiani e magrebini di seconda generazione. Destinazione il Garda. Giornata in riva al lago con furti di zainetti e cellulari dei turisti. Ritorno con i treni 2640 e 2642. Su un altro convoglio, prima dell’incursione a Peschiera, è stata strappata la catenina a una viaggiatrice. Trenord affida la sua posizione a una nota. "Assistiamo a fenomeni come questo ogni fine settimana: non si tratta più di ragazzate, ma di vere e proprie bande organizzate. Anche i vandalismi sono aumentati, per una spesa che raggiunge i 10-15 milioni di euro". Viene annunciato che "da settembre partiremo con la prima fase di un progetto anti-evasione, con squadre di personale che nelle stazioni più frequentate verificheranno che i viaggiatori siano in possesso del biglietto, dato che è spesso il controllo a bordo a originare tensioni". "Ma - è la clausola finale - non possiamo risolvere da soli il problema della delinquenza".