Lo zoo all’aria aperta dei monti bresciani: orsi e lupi. Ma che fine ha fatto la lince dorata?

Il report della Polizia provinciale ha censito la presenza di animali selvatici sul territorio: 52 segnalazioni, ma non tutte sono confermate

Un orso bruno e un lupo: presenze "abituali" sui monti bresciani

Un orso bruno e un lupo: presenze "abituali" sui monti bresciani

Ponte di Legno, 15 maggio 2024 – Si scrive Ursus arctos, ma per tutti è l’orso bruno, la specie di plantigrado che anche per tutto il 2023 ha fatto più di un’apparizione nel Bresciano: nell’anno, sono state indicate complessivamente cinquantadue presenze di orsi, non tutte confermate da indici di presenza, avvistamenti o danni riportati.

Le segnalazioni hanno coinvolto l’intera zona montana, dall’Alto Garda alla Valle Camonica. Di pari passo con le segnalazioni di due branchi di lupi bresciani, forse nati da esemplari raminghi giunti dall’Appennino: quello del Tonale e quello della Valgrande. Manca all’appello la lince dorata, l’unico esemplare censito, un maschio 15enne, potrebbe essere morto.

Che fauna!

A raccontare i movimenti della fauna selvatica è il report della Polizia Provinciale di Brescia, già al lavoro per i dati del 2024. Gli orsi bruni sono presenti in tre macro aree: l’Alto Garda e sinistra orografica della Valsabbia, la Valle del Caffaro, destra orografica della Valsabbia, con Valtrompia e Bassa Valle Camonica, e infine La Media e Alta Valcamonica. Nella prima area sono state segnalate tracce di presenza come feci e peli tra Tremosine e Gargnano.

Tra Valle del Caffaro e bassa Valcamonica ci sono stati avvistamenti diretti, riprese con fototrappole e tracce di presenza. Oltre al probabile avvistamento di una femmina di orso con due cuccioli. Due gli esemplari noti, M82 e M74. Mentre in Valle Camonica è stato segnalato M38. Otto gli eventi dannosi attribuibili all’orso bruno, con passaggi che riguardano oltre venti paesi.

Voracità

Folta anche la presenza di lupi in gran parte della provincia, con almeno 15 episodi di danni agli animali da reddito: vittime della predazione 40 ovini, 17 caprini e un vitello appena nato. Per lo più tra bassa Valcamonica e alta Valtrompia, dove in un singolo episodio sono stati uccisi 25 animali tra ovini e caprini. Ma in tre casi, gli eventi di predazione inizialmente attribuiti ai lupi sono stati successivamente ricondotti a cani da corte mal gestiti.

Confermati due episodi di predazione su animali domestici, a Gardone Valtrompia e Villa Carcina, mentre il 23 ottobre a Vezza d’Oglio è stato registrato il primo caso di uccisione di un cane da caccia da parte di un lupo e il 13 maggio a Marone, un lupo è rimasto ucciso in un incidente stradale sulla Sp510.

In Valcamonica sono confermati due branchi riproduttivi, nell’area del Parco nazionale dello Stelvio: il primo è lo storico branco del Tonale, il secondo si è formato di recente nella Valgrande. Ma segnalazioni di lupi sono arrivate da Alto Garda, Valsabbia e Valtrompia, in zone montane, oltre a qualche sporadica segnalazione in pianura.