Omicidio di Stefania Rota, Ivano Perico a processo: uccise la cugina per una pratica catastale

Mapello, il 62enne alla sbarra il 26 marzo 2024. La donna venne assassinata l’11 febbraio e ritrovata il 21 aprile. Inizialmente si pensò a un malore, tanto che era stato concesso il nulla osta per la sepoltura

Nel riquadro la vittima, Stefania Rota. I rilievi dei carabinieri
Nel riquadro la vittima, Stefania Rota. I rilievi dei carabinieri

Mapello (Bergamo) – Dallo scorso maggio Ivano Perico, 62 anni, è in carcere per l’omicidio della cugina Stefania Rota, stessa età. Aveva confessato di averla uccisa al culmine di una lite scoppiata per questioni catastali.

Perico (assistito dagli avvocati Campana e Pagnoncelli) deve rispondere di omicidio volontario aggravato da motivi abietti, come richiesto dal pm Letizia Ruggeri. Accusa che ha retto anche davanti al gup Federica Gaudino che ha rinviato a giudizio il 62enne. C’è anche la data del processo in Corte d’assise, il 26 marzo 2024. Parte civile il geometra Davide Colombi Manzi, titolare dello studio tecnico di via XI Febbraio a cui l’imputato, convinto che il professionista lo avesse penalizzato nella pratica catastale, aveva tentato di dar fuoco all’ufficio.

Il difensore di Colombi aveva chiesto la riqualificazione del reato del secondo capo di imputazione a carico di Perico, da incendio doloso a tentato omicidio, richiesta respinta dal gup. Parti offese, 15 tra parenti della vittima (cugini e zie). E un cugino, assistito dall’avvocatessa Carminati, ieri era in tribunale: "A noi non interessano i soldi. Vogliamo sapere come sono andati i fatti".

Stefania Rota venne assassinata l’11 febbraio e trovata morta solo il 21 aprile nella sua casa di via XI Febbraio a Mapello. Movente, una piccola proprietà Perico ha confessato, il movente è in una pratica di condono del capannone della vittima a seguito della quale a Perico rimase una parte di proprietà confinante abusiva. Pratica che per l’imputato diventò una vera e propria ossessione convinto di essere stato truffato, una sorta di ingiustizia. Il giorno dell’omicidio, nella casa dove viveva Stefania, ci fu una discussione, lui perse il controllo, afferrò un batticarne a portata di mano e la colpì ripetutamente, anche alla testa. Inizialmente si pensò che il decesso fosse dovuto a un malore che aveva colpito Stefania, tant’è che era stato concesso il nulla osta per la sepoltura.