Ubiale Clanezzo: finì nel dirupo mentre fuggiva, nessun colpevole per la morte di Bara

Nel processo d’appello è stata “cancellata” (per difetto di procedibilità) anche l’unica condanna comminata in primo grado. Il decesso risale all’estate del 2017

Il giovane Mamadou Liam Thiam, detto Bara (De Pascale)

Il giovane Mamadou Liam Thiam, detto Bara (De Pascale)

Ubiale Clanezzo, 16 dicembre 2023 – Assolti. Per la sentenza d’appello pronunciata ieri dal Tribunale di Brescia non c’è alcun responsabile della morte di Mamadou Liam Thiam, per gli amici Bara, ventenne all’epoca dei fatti, origini senegalesi, che nella notte tra il 22 e il 23 luglio 2017 precipitò per 18 metri dopo aver scavalcato un muretto della Provinciale di Ubiale Clanezzo, perdendo la vita. Stava scappando, inseguito da alcune persone, dopo una lite alla festa del paese.

Il suo corpo fu ritrovato solo il giorno successivo. Contro la sentenza di assoluzione di primo grado, la Procura aveva presentato appello chiedendo la condanna per Claudio Brioschi, 58 anni, di Ubiale Clanezzo (unico condannato in primo grado per tentata violenza privata), difeso dall’avvocato Aliberti, e Raoul Magitteri, 29 anni, di Sorisole ma residente in Liguria (assolto anche in primo grado) assistito dall’avvocato Sesti. Parti civili, gli avvocati Baroni e Soardi.

Ieri l’assoluzione nel merito della Corte di Brescia dall’accusa di morte come conseguenza di altro reato. Per l’ipotesi di violenza privata, Brioschi è stato assolto per difetto di procedibilità, in quanto in seguito alla riforma Cartabia serve la querela di parte. Motivazioni entro 60 giorni.

La sentenza di primo grado è del maggio 2022. Alla sbarra, tre imputati. Il pm Chiara Monzio Compagnoni aveva invocato la condanna a 11 anni per Brioschi, per omicidio preterintenzionale, omissione di soccorso e interferenza nei soccorsi. L’ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale fu riqualificata dalla Corte d’Assise di Bergamo in tentata violenza privata, emettendo una sentenza di condanna a 8 mesi (con sospensione della pena e non menzione). Assolti anche Magitteri, l’altro principale imputato, per il quale erano stati chiesti dieci anni (anche lui accusato di omicidio preterintenzionale e omissione di soccorso) e Ingrid Bassanelli che era accusata di omissione di soccorso (erano stati chiesti due mesi).

Il dramma risale alla notte tra il 22 e il 23 luglio 2017. Mamadou Liam Thiam viveva con i genitori e la sorella Bamby ad Almè. Il ventenne perse la vita precipitando in un burrone, mentre fuggiva dopo una lite alla festa del paese. C’era il Power Sound Festival, a Ubiale Clanezzo. Bara prese a testate un ragazzo e gli fece sanguinare il naso. Era il figlio di un amico di Brioschi, con lui nello staff della festa. Dalle indagini dei carabinieri della Compagnia di Zogno era emerso che dietro Bara c’erano i tre finiti a processo a Bergamo.

L’inseguimento sarebbe proseguito fino alla Provinciale per Zogno. Mamadou scavalcò il guardrail proprio sul dirupo. Precipitò così per 18 metri, una caduta fatale. La scena fu ripresa dalle telecamere e solo il giorno successivo fu ritrovato il suo corpo.