Nella foto Paolo Franco presidente  e amministratore delegato di Uniacque
Nella foto Paolo Franco presidente e amministratore delegato di Uniacque

Bergamo, 18 novembre 2019 - La contesa è finita. Dopo anni costellati da polemiche e diverse azioni giudiziarie, adesso finalmente è arrivato il tanto atteso accordo e la svolta epocale per il territorio: la gestione del servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura e depurazione) dei 28 Comuni dell’Isola Bergamasca, per 150mila abitanti, fino ad ora serviti da Hidrogest spa, passerà completamente in carico a Uniacque, che applicherà la medesima tariffa, pari in media a 1,15 euro al mc, già applicata sul territorio di sua competenza che comprende 182 Comuni con circa 850mila abitanti e 253mila utenze. Con l’aggiunta di quelli che porterà in dote Hidrogest, però, Uniacque servirà 210 Comuni (la quasi totalità dei Comuni bergamaschi) per oltre un milione di abitanti e 299mila utenze. E darà il via a più investimenti: non mancheranno interventi sulla rete fognaria che 24 dei 28 Comuni serviti da Hidrogest gestivano in autonomia; d’ora in poi queste reti saranno potenziate e collegate a vari depuratori come prescrive la normativa europea. Nell’ultimo quinquennio 2013-2018 Uniacque ha fatto 111 milioni di euro evitando sanzioni dall’Ue per oltre 34 milioni che avrebbe dovuto pagare con inevitabile ricarico sulla bolletta degli utenti.

«Quello sottoscritto - sottolinea Paolo Franco, presidente e ad di Uniacque - è un accordo storico che cambierà il futuro della provincia di Bergamo e dei bergamaschi: consentirà di restituire ampio respiro nella gestione del sistema idrico integrato ad un territorio importante. E’ un’intesa che viene siglata dopo un lungo cammino, a tratti tortuoso, ma sempre teso alla realizzazione del bene comune». «Non nascondo - spiega invece Massimo Monzani, presidente di Hidrogest - che da un lato provo sofferenza nell’essere stato attore di una storia iniziata 70 anni fa. Dall’altro un sentimento di liberazione dalle troppe tensioni e fatiche».