Piazza Italia ad Alzano Lombardo, uno dei comuni simbolo della prima ondata
Piazza Italia ad Alzano Lombardo, uno dei comuni simbolo della prima ondata
Bergamo e Brescia sono le province meno colpite dal Covid in questa seconda ondata della pandemia. A dirlo sono i numeri, soprattutto in relazione a quanto i nuovi positivi - cioè le persone che hanno contratto il virus senza conteggiare decessi e guarigioni - sono aumentate nelle altre province negli ultimi tre mesi. Elaborando i dati che quotidianamente fornisce Regione Lombardia, emerge infatti che dal 14 settembre - data di inizio delle scuole che abbiamo preso come punto di riferimento ideale per l’inizio della seconda ondata - al 20 dicembre, i nuovi positivi nella...

Bergamo e Brescia sono le province meno colpite dal Covid in questa seconda ondata della pandemia. A dirlo sono i numeri, soprattutto in relazione a quanto i nuovi positivi - cioè le persone che hanno contratto il virus senza conteggiare decessi e guarigioni - sono aumentate nelle altre province negli ultimi tre mesi.

Elaborando i dati che quotidianamente fornisce Regione Lombardia, emerge infatti che dal 14 settembre - data di inizio delle scuole che abbiamo preso come punto di riferimento ideale per l’inizio della seconda ondata - al 20 dicembre, i nuovi positivi nella Bergamasca sono aumentati del 75% passando da un totale di 15.610 da inizio pandemia ai 27.462 di domenica scorsa. È la percentuale più bassa della Lombardia negli ultimi tre mesi, nettamente sotto la media regionale che ha visto salire in maniera esponenziale la curva dei nuovi positivi fino al +343%. Numeri confortanti anche per Brescia, nel cui territorio dal 14 settembre i tamponi positivi sono aumentati del 133%. È il terzo miglior risultato della Lombardia. Meglio hanno fatto solo Bergamo e Cremona per un “podio“ che, come vanno ripetendo gli epidemiologi già da qualche tempo, è costituito non a caso da quei territori più colpiti durante la prima ondata.

Per Bergamo, in particolare, restano comunque delle criticità da non sottovalutare, come ha evidenziato l’Ats nell’ormai consueto report settimanale sulla situazione nei singoli comuni. Le zone più colpite in questo momento restano la Bassa Bergamasca e l’Isola ma continua a fare scalpore il caso dell’Alto Sebino e in particolare del comune di Solto Collina. In questo piccolo centro di 1.800 residenti i nuovi contagi non si arrestano e nel giro di una settimana sono cresciuti da 12 a 21. In termini di numeri assoluti Solto Collina ha superato Dalmine, che tra il 9 e il 15 dicembre ha fatto registrare 20 nuovi positivi ma con una platea di oltre 20mila residenti. Il sindaco Maurizio Esti ha già preso provvedimenti “da prima ondata“ come lo stop agli scuola bus e alle messe. Nel frattempo, anche il limitrofo comune di Riva di Solto, comincia a essere caratterizzato da numeri importanti. I nuovi positivi registrati dal 9 al 15 dicembre sono 6. La settimana prima erano 3.

"L’insieme degli indicatori - commentano Alberto Zucchi, Elvira Beato e Roberta Ciampichini del servizio epidemiologico dell’Ats Bergamo - continua ad esprimere complessivamente, a livello provinciale, una situazione di progressiva riduzione della curva epidemica. Si riconfermano però situazioni specifiche di particolare criticità, con elevati tassi di incidenza, in alcuni comuni, per la presenza di focolai attivi: in particolare, Solto Collina - dicono Zucchi, Beato e Ciampichini - per la terza settimana consecutiva appare particolarmente ed ulteriormente elevato, così come si riscontra un tasso di incidenza elevato a Riva di Solto, configurando un cluster territoriale".

Luca Calò