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24 feb 2022

Scambio neonati in culla a Bergamo: istituita commissione in ospedale

Alle dimissioni ai neogenitori era stata affidata la figlia di un'altra coppia: la scoperta e la corsa in neonatologia

BERGAMO//SCAMBIO NEONATI IN CULLA AL PAPA GIOVANNI XXIII°//FOTO DE PASCALE
neonati

Bergamo, 24 febbraio 2022 - Dopo il caso di Brescia, ancora uno scambio di neonati in un ospedale lombardo. Questa volta è successo al Papa Giovanni XXIII di Bergamo e a scoprire l'inghippo è stato lo stesso ospedale che martedì 22 febbraio ha telefonato a una coppia, da poco dimessa con i suoi due gemellini per chiedere di verificare il nome sul braccialetto messo al polso dall'ospedale. Solo in quel preciso istante i neogenitori si sono resi conto di aver portato a casa, e accudito, un'altra bimba affidatagli per errore dall'ospedale. A quel punto si sono precipitati al Papa Giovanni e qui è stata affidata loro la gemellina "giusta", che nel frattempo era stata accudita da un'altra mamma. Sarebbe stata proprio quest'ultima a sollevare dubbi sulla bimba e a far scoprire lo scambio di neonati. Le due famiglie hanno quindi potuto riabbracciare le loro figliolette, non senza qualche turbamento per quanto accaduto. Ma resta da capire come sia potuto succedere. 

In una nota l'Asst Papa Giovanni XXIII si dice "profondamente rammaricata per quanto accaduto e si scusa anche pubblicamente con le famiglie coinvolte, dopo averlo già fatto di persona. Si è trattato  - fanno sapere dall'ospedale - di una situazione eccezionale, mai verificatasi in precedenza nel nostro punto nascita dove vengono alla luce più di 4 mila bambini ogni anno, generata - presumibilmente, in base agli elementi finora raccolti - dal mancato rispetto della procedura in essere, che prevede la verifica dei braccialetti identificativi della coppia mamma/neonato al momento dell'arrivo del bambino nella stanza di degenza della mamma dopo essere transitato dal nido.  L'errore è stato favorito dal fatto che le bambine sono nate a poche ore di distanza, con peso sovrapponibile e una storia clinica molto simile.Entrambe le bambine sono state nel frattempo dimesse a domicilio in ottimo stato di salute: non hanno riportato conseguenze per quanto accaduto, non hanno corso rischi di contagio infettivo e non sono state sottoposte a terapie particolari.  E' stata comunque istituita una commissione interna per ricostruire i fatti e mettere in atto eventuali correttivi ai già rigidi protocolli esistenti in azienda per evitare che altri episodi simili possano verificarsi in futuro".

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