Monsignor Beschi, vescovo di Bergamo (De Pascale)
Monsignor Beschi, vescovo di Bergamo (De Pascale)

San Giovanni Bianco (Bergamo), 28 marzo 2016 - La Sacra Spina è fiorita. Un germoglio ha colorato la reliquia conservata nella parrocchia di San Giovanni Bianco. Le indiscrezioni dei fedeli raccolte la sera di Pasqua e anticipate sulla pagina Facebook del gruppo «Sei di San Giovanni Bianco se» hanno trovato conferma solo in serata. Il vescovo della diocesi di Bergamo, Francesco Beschi, ha annunciato che «il segno si è manifestato». Subito le campane del piccolo centro della Val Brembana hanno iniziato a suonare a festa. «La prudenza, la serietà, le competenze di coloro a cui ho affidato il compito dell’osservazione della reliquia e l’evidenza del segno mi inducono a confermare che questi è avvenuto», sono le parole di monsignor Beschi. La fioritura del germoglio è un fatto eccezionale che si verifica quando il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione di Maria, coincide con la celebrazione del Venerdì Santo.

La Sacra Spina«La venerazione nei confronti della reliquia si rinnova alla luce di questo segno che ci riconduce alla Passione e Croce di Gesù e a ciò che rappresenta per la fede dei cristiani e per la salvezza dell’umanità», ha detto il vescovo dopo aver certificato il miracolo. «Il fatto che il segno avvenga nella concomitanza delle celebrazioni dell’Annunciazione e della Passione e Morte di Gesù e della sua Risurrezione ci interpella a considerare con la mente e con il cuore la manifestazione dell’amore di Dio che si è comunicato nella vicenda di Gesù di Nazareth, nel mistero dell’Incarnazione e della sua Passione e Morte». Le prime testimonianze relative a miracoli risalgono al 1660. Lo storico bergamasco Calvi racconta che, durante la visita pastorale del 1615 a San Giovanni Bianco, il vescovo Emo raccolse dalla Sacra Spina «alcuni fiorellini, portandoseli via in un guanto per sua devozione». Nel 1921, quando il Venerdì Santo cadeva il 25 marzo, alcuni testimoni costatarono la comparsa sulla Sacra Spina di «numerosi fiorellini e di una grossa gemma visibile ad occhio nudo». La sera di Pasqua del 1932, il 27 marzo, si riscontrò sulla Sacra Spina invece una macchia di colore rosso sanguigno, a forma piramidale.

di L.B.