FRANCESCO SARUBBI
Cronaca

Ucciso per una Clio, la figlia di Anselmo Campa: “Con Hamedi tutto cambiò quando iniziò a usare droga”

Al processo la testimonianza di Federica, la figlia dell’imprenditore massacrato a martellate da El Makkaoui dopo la discussione per un’auto venduta

Hamedi El Makkaoui, il presunto assassino

Hamedi El Makkaoui, il presunto assassino

Bergamo – Seduto accanto al suo avvocato, Hamedi El Makkaoui, 24 anni, ha mantenuto la testa bassa, anche quando è stata chiamata come teste l’ex fidanzata, Federica Campa, 22 anni, figlia di Anselmo Campa, 56 anni, imprenditore di Grumello, da lui ucciso a martellate nella casa di via Nembrini, il 19 aprile 2022.

Il ricordo del padre

"A mio papà ero molto legata, lo vedevo tutti i giorni. Facevamo le vacanze soli, io e lui. Prima di partire per l’Egitto dove lavoravo in un villaggio turistico, vivevo con lui". È emozionata Federica nel ricordare il padre.

Si commuove al processo, prima udienza in Corte d’Assise (presidente Giovanni Petillo, a latere Laura Garufi, pm Maria Esposito). Torna con la memoria al giorno in cui ha saputo dell’omicidio: le era arrivata una telefonata dalla madre in Egitto. Ma che l’autore fosse l’ex fidanzato, l’ha appreso dai giornali.

I litigi con il futuro assassino

Hamedi (assistito dagli avvocati Roberto Ranieli e Giorgio Conti) era andato a prenderla in aeroporto. "Ci eravamo lasciati ma ci sentivamo sempre, c’era un rapporto anche se avevamo preso strade diverse. All’inizio la nostra relazione (durata sei anni) andava bene, è cambiata quando siamo andati a convivere. Nell’ultimo anno litigavamo spesso: avevo scoperto che usava droghe pesanti e scommetteva".

Sul rapporto con Hamedi, Federica ha spiegato: "Era ben voluto fin quando tra di noi andava tutto bene. Anche in famiglia, dopo una prima perplessità, era stato accettato. Lavorava in azienda da mio padre, ma si sentiva oppresso e ha deciso di licenziarsi". Il giorno dell’omicidio, El Makkaoui era andato a casa di Campa e i due avevano litigato per una Clio che l’imprenditore gli aveva lasciato in uso anche dopo essersi licenziato.

Finita la relazione con la figlia, l’uomo ne aveva chiesto la restituzione e l’imputato, che sostiene di avergli pagato 6mila euro, l’aveva ritenuta un’ingiustizia.

I giudizi degli specialisti

"Hamedi si sente mostruosamente colpevole per ciò che ha fatto – ha detto lo psicologo di San Vittore Angelo Aparo –. Durante i colloqui mi ha parlato della sua difficile storia familiare, dei problemi con i genitori". La psicoterapeuta Sarah Viola, consulente di parte, ha detto che Federica "ha subito un forte trauma, con senso di colpa". Prossima udienza il 12 giugno.