FRANCESCO DONADONI
Cronaca

Pensionata buttata già dal quarto piano: le ricerche su Google incastrano la badante di Rosanna Aber

L’anziana, di 77 anni, è stata uccisa ad aprile 2022. La donna che la assisteva, sommersa dai debiti di gioco, si era informata su quanti anni danno per “umicidio”

La colf Krystyna Mykhalchuk e la vittima Rosanna Aber

La colf Krystyna Mykhalchuk e la vittima Rosanna Aber

Tre ricerche, effettuate su Google, in date diverse: 24 aprile, 12 maggio e 15 maggio del 2022. Nella prima la parola che viene impostata nel motore è “autopsia”. Nella seconda “avvocato penalista”, e nell’ultima, abbozzando in un italiano maldestro, questa frase: “Quanti ani dano per umicidio di persona”. Si parla di omicidio. A fare le ricerche è Krystyna Mykhalchuk, la ventiseienne ucraina imputata dell’omicidio di Rosanna Aber, 77 anni. Era la sua colf e secondo l’accusa la fece cadere dalla finestra al quarto piano del condominio di via Einstein, a Colognola, in città, dopo che l’anziana scoprì che la giovane aveva prelevato del denaro con il bancomat a sua insaputa.

La morte della pensionata risale al primo pomeriggio del 22 aprile 2022. Quel giorno in casa c’erano solo loro due. Seconda udienza ieri del processo in Corte d’Assise (presidente Ingrascì, a latere la collega Nava). Presente anche l’imputata, ed è la prima volta. Attualmente si trova ai domiciliari a casa, a Scanzorosciate, dove vive con il marito e la figlia piccola. Maglietta color marrone, jeans grigi, capelli raccolti a coda di cavallo, in tutte le due ore di udienza non ha mai tradito una emozione.

È rimasta imperturbabile a fianco del difensore Pelillo. A parlare di quelle ricerche è stato un sovrintendente della Squadra mobile della questura di Bergamo che fece le indagini sul caso, sentito con altri colleghi. Sollecitato dalle domande del pm Schininà, il dirigente ha spiegato che quelle "tracce" erano emerse analizzando i tre cellulari, un portatile e una chiavetta ubs dell’imputata. Ma altro è emerso nell’udienza. Ad esempio il vizio per il gioco. La colf spendeva soldi alle slot. Per l’accusa avrebbe prelevato soldi utilizzando il bancomat della vittima proprio per quel motivo. Dalle indagini erano stati evidenziati tre prelievi di 800 euro e – due volte – di 600 che la ventiseienne aveva effettuato. Le telecamere della banca dove aveva il conto la vittima avevano ripreso la colf da sola mentre faceva dei prelievi.

Dopo la morte della pensionata in una intercettazione il marito chiede all’imputata conto di quei soldi di cui si parlava. Durante i pedinamenti, l’imputata era stata notata entrare in un bar, dopo aver lasciato la bimba all’asilo e piazzarsi davanti alle slot. Col tempo Mykhalchuk aveva accumulato debiti con diverse persone di cui il marito non sapeva e sono emersi poco alla volta. Poi ci sono le ambientali in carcere, in cui l’imputata confida alla detenuta che è con lei che quel giorno si trovava in un’altra stanza dell’appartamento. Prossima udienza il 7 luglio.