Un aereo Ryanair a Orio al serio (De Pascale)
Un aereo Ryanair a Orio al serio (De Pascale)

Orio al Serio (Bergamo), 23 maggio 2020 - Prove di normalità. Anche l’aeroporto Il Caravaggio di Orio al Serio sta affrontando la Fase 2 cercando di tornare ai livelli pre-Covid. Dopo il volo Wizzair di martedì da e per Sofia (replicato nella giornata di ieri), che ha inaugurato il ritorno del traffico passeggeri dopo il lockdown, presto toccherà a Ryanair, la compagnia irlandese leader dei voli low cost.

Gli irlandesi stanno approntando il programma estivo sullo scalo bergamasco, dove rappresentano l’80% dell’offerta. Se dal 1 luglio sarà operativo il 40% del normale network europeo, a Orio al Serio si partirà prima: non il 24 giugno con il volo per Bari, come sembrava in un primo momento, ma il 21 giugno. Per quella data, sul sito della compagnia sono già in vendita i biglietti per Palma di Maiorca, Ibiza, Manchester e Madrid. Il 22, invece, dovrebbe essere la volta di Dublino, Lisbona, Pescara, Valencia, Bruxelles Charleroi e Sofia, il 23 di Londra Stansted, Malaga, Napoli, Palermo, Oporto, Bucarest, Budapest e Cracovia. Si parte con 1-3 voli a settimana per aumentare a luglio e ad agosto, dove ne sono annunciati 9 per Londra Stansted, Napoli, Cagliari, Catania e Palermo. Ma è ovvio che, nel caso la situazione legata al Covid-19 migliori, la programmazione può cambiare.

L’obiettivo di Ryanair è di essere presente su tutte le rotte, pur con offerte e frequenze limitate. A bordo ci sarà obbligo di mascherine, ma niente posto centrale vuoto. Le consumazioni andranno pagate con moneta elettronica e l’accesso ai bagni regolamentato per evitare assembramenti. "Pensavamo di festeggiare quest’anno il cinquantesimo di Sacbo – sottolinea Giovanni Sanga, riconfermato alla presidenza della società che gestisce l’aeroporto –, invece ci siamo trovati di fronte l’impegno di avviare una vera e propria ripartenza. Ma ce la dobbiamo fare". Resta però sullo sfondio la polemica fra la low-cost irlandese e il governo che punta ad applicare il contratto nazionale come standard minimo per chi vola in Italia. Se fosse così, per Ryanair esploderebbero i costi.