Monza, la rabbia e l’orgoglio. Palladino: "Ma salvo tanto"

La beffa con la Juve (gol al 94’) non è ancora stata digerita dai brianzoli. Il tecnico: "Dobbiamo trasformare il rammarico in energia positiva".

Ci sono altri aspetti, oltre al rammarico per la beffa finale, che segnano indelebili la notte della maturità che il Monza ha vissuto contro la Juventus. Quella notte che avrebbe potuto segnare la storia: per il club che sperava di confermare l’imbattibilità casalinga e anche quella contro i bianconeri - compresa la scorsa stagione - e per Valentin Carboni, l’ultimo gioiello per cui è partito lo sgrezzamento ad opera dello specialista Raffaele Palladino. Di quest’ultimo sono le parole social del giorno dopo: "Trasformiamo il rammarico in energia positiva - ha scritto su Instagram accompagnando una foto di lui a testa bassa visibilmente amareggiato -. Orgoglioso dei miei ragazzi".

Rammarico e orgoglio sono i concetti più riconoscibili ascoltando o leggendo i suoi commenti a caldo nel post partita. Oltre a sottolineare quanto "La squadra ha dato anima e cuore, quindi guardo il bicchiere mezzo pieno".

A riempirlo una ripresa che conferma la bontà dell’idea giovane e coraggiosa alla quale si affida Palladino per ricercare la migliore espressione dei suoi. Non ha pagato la scelta - in parte obbligata - di non dare punti di riferimento alla Juventus. Che invece, riferimenti e ritmi, li ha trovati e gestiti in autonomia. Così Machin non ha mai avuto la possibilità di guardare avanti e dare vita alle sue qualità, così Ciurria è finito in un cono d’ombra senza via d’uscita. Persino Colpani, l’osservato speciale di ogni grande occasione monzese, ha avuto vita difficile a mettersi in proprio nel tentativo di svoltare da solo una serata dal ritmo lento. A movimentarla è stata una ripresa dove il Monza ha deciso di non dipendere, ma di comandare.

Lo ha fatto con la presenza di Lorenzo Colombo lì davanti, nonostante fosse acciaccato perché frenato in settimana da un fastidio muscolare, e con la fantasia di Dany Mota prima e il più piccolo dei Carboni poi. Non è un caso che con le sfuriate del portoghese si siano aperti spazi e aumentati i pericoli, e che le due giocate migliori della partita portino la firma del talentino italo-argentino. E che i due condividano, tra giocata e movimento, il gol del momentaneo pareggio.

Che sia proprio Dany Mota, poi, a trovarsi nella scomoda posizione sulla traiettoria della scorribanda finale di Rabiot, è solo un pezzo del puzzle-beffa che il Monza ha - suo malgrado - completato. Monza-Juve, quindi, non è finita con il doloroso graffio di Gatti. Si è trascinata sui social, dove il duello tutto muscolare tra lo stesso Rabiot - mattatore di serata - e Gagliardini è continuato a suon di rimproveri. "Le cose di campo rimangono in campo", risponde l’ex Inter all’altro che, per un’esultanza esuberante in occasione del pari momentaneo, gli ricordava di restare umile e usare la testa. Un invito che in casa Monza, per tornare a vincere, non c’è neanche bisogno di ribadire.