CRISTIANA MARIANI
Cronaca

Martina Nasoni, la ‘Ragazza con il cuore di latta’ di Irama ha una nuova vita: “Vi devo la mia rinascita”

La vincitrice del Grande Fratello 2019 ha subìto un trapianto di cuore all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

Martina Nasoni sui social dopo il trapianto di cuore

Martina Nasoni sui social dopo il trapianto di cuore

Bergamo, 29 agosto 2025 – Non era solo un intervento. Ha ragione Martina Nasoni, vincitrice del Grande Fratello 2019: quello che ha affrontato e superato brillantemente, anche grazie ai medici e al personale dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, non era un semplice intervento.

La ragazza che ha ispirato la canzone ‘La ragazza con il cuore di latta’ – proprio a causa della cardiomiopatia di cui lei soffriva – di Irama ha oggi un cuore nuovo e può finalmente pensare a una nuova vita. Ad annunciarlo è proprio lei con una foto su Instagram che la ritrae pochi giorni dopo l’intervento di trapianto cardiaco.

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Martina Nasoni . In ospedale la ragazza con il cuore di latta per "accogliere il dono"

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“In questi giorni sto toccando con mano la fragilità e la forza della vita. I medici dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che hanno guidato questo viaggio. Donne e uomini che, con mani esperte e cuori immensi, hanno reso possibile il miracolo – ha scritto Martina Nasoni -. Non era solo un intervento, era un confine tra la vita e la morte, e loro lo hanno attraversato con me, guidandomi dall'oscurità verso la rinascita, con professionalità, estrema umanità e sorrisi rincuoranti".

“Voglio ringraziare – aggiunge la ternana - gli infermieri come Federica, Alice e Davide che, turno dopo turno, stanno vegliando su ogni mio respiro, asciugando paure, traducendo silenzi, facendo gesti e attenzioni che vanno oltre il dovere. Io a tutti voi devo la mia rinascita. Grazie a chi mi ha scritto, pregato e pensato: il vostro bene mi sta tenendo stretta in questi momenti così ancora difficili da superare”.

“Il grazie più grande va a chi ha donato il cuore – conclude poi Martina Nasoni -. Non conosco il tuo nome ma porto la tua storia dentro me. Il tuo addio è diventato il mio inizio: una morte che ha acceso una vita. Prometto di onorare questo dono e vivrò di gratitudine, cura e rispetto. Donare gli organi - ha aggiunto –. E’ il gesto più alto, più puro e più generoso che un essere umano possa compiere. E’ decidere che dal proprio dolore possa nascere la speranza. E’ scrivere futuro anche quando il proprio si interrompe”.