FRANCESCO DONADONI
Cronaca

L’interrogatorio in cella Il cugino reo confesso sceglie di fare scena muta

Ivano Perico aveva ammesso in caserma di aver ucciso Stefania Rota. Ieri però non ha chiarito i due interrogativi: come e soprattutto perché.

L’interrogatorio in cella  Il cugino reo confesso  sceglie di fare scena muta

L’interrogatorio in cella Il cugino reo confesso sceglie di fare scena muta

di Francesco Donadoni

L’interrogatorio è fissato in carcere per le 11. Qualche minuto prima spunta l’auto con il pm Letizia Ruggeri. A ruota arriva anche il gip Massimiliano Magliacani. Fuori le telecamere fremono. Parlerà oppure no? La risposta arriva dopo mezz’ora. Alle 11.30 si apre di nuovo il cancello: escono, una dopo l’altra, le macchine con il sostituto e il gip. Troppo poco tempo, Perico non ha parlato. Ma manca ancora qualcosa, il movente.

Ivano Perico, 61 anni, in cella da sabato per l’omicidio della cugina Stefania Rota, trovata morta in casa a Mapello, avrebbe potuto rivelarlo ieri durante l’interrogatorio di garanzia. Perché in questa storia dalle tinte fosche, dove quasi tutto è stato chiarito, rimane da capire cosa lo abbia spinto a uccidere. Lo stesso gip nell’ordinanza ha sollecitato approfondimenti.

Il movente poteva essere svelato ieri ma Perico, assistito dall’avvocato Stefania Battistelli (che sarà affiancata dal collega di studio Pasini), ha scelto di fare scena muta avvalendosi della facoltà di non rispondere. Non ha detto come né perché. Intanto ieri pomeriggio gli uomini della Scientifica sono tornati a Mapello per effettuare un altro sopralluogo nella villetta di via XI Febbraio dov’è stata uccisa Stefania Rota. Come si spiega la presenza delle tute bianche? Non si può escludere che dovessero prendere qualcosa di utile alle indagini che possa spiegare il movente. E infatti i carabinieri sono usciti con una borsa.

Stefania e Ivano, cugini cresciuti assieme. Prima la stessa scuola, poi per un po’ si sono persi di vista. Ora però i due si frequentavano, spesso andavano a camminare insieme verso Ambivere, lungo il sentiero della Madonna di Prada. Oppure facevano passeggiate in montagna. Eppure qualcosa nel rapporto di amicizia si dev’essere rotto. Stefania nel diario scrive a se stessa: "Stefi, attenta a Ivano. Ma questo già lo sai".

Il gip nell’ordinanza di custodia cautelare scrive, riferendosi a Perico, "personalità violenta e pericolosa per l’incolumità altrui che ha ucciso una persona con la quale aveva una frequentazione assidua". In caserma l’uomo ha ammesso il delitto. Su di lui pesa una serie di indizi: le ultime due chiamate alla cugina nel giorno del delitto, le false notizie alle amiche che la cercavano, l’auto di Stefania spostata quando lei era già morta.