In piazza contro la guerra: "A Gaza genocidio di civili"

Studenti e associazioni per la pace in Terra Santa

In piazza contro la guerra: "A Gaza genocidio di civili"

In piazza contro la guerra: "A Gaza genocidio di civili"

"Quello che succede a Gaza è un genocidio di civili su cui non si può e non si deve fare silenzio, per questo siamo qui". Toni calmi, voce ferma. Così Mohammed El Khatteb, tra i fondatori della storica associazione Amici Palestina Italia, ha spiegato le ragioni della manifestazione per la Palestina, a cui oltre 500 persone hanno partecipato ieri a Brescia. Arrivato in Italia 43 anni fa, rifugiato lui stesso, El Khatteb racconta la preoccupazione per ciò che sta accadendo a Gaza. "Il dibattito in Italia è vario, ma sicuramente non comincia tutto il 7 ottobre. Io sono profugo, i miei genitori sono profughi. Allora esisto o non esisto? Da laici abbiamo creduto fosse possibile l’impegno preso con gli accordi internazionali, ma nessuno lo ha rispettato, per questo ci sentiamo raggirati dall’Europa, dagli Stati Uniti, e soprattutto da Israele che non ha mai creduto di fare la pace con i palestinesi: basta vedere la cartina per vedere che quel che accade sul terreno è esattamente il contrario della pace".

E il brutale attacco di Hamas? "Ci ha sconvolto, ci ha colpito, perché ovunque ci sono vittime civili dobbiamo essere sconvolti. Io sono qui oggi anche perché non è possibile che muoiano i bambini, palestinesi ed israeliani, su questo nessuno può ricattarci. Non siamo animali, anche se pensano di deumanizzarci per giustificare le uccisioni".

Tante le bandiere della Palestina che hanno sventolato in piazza Garibaldi, dove hanno partecipato alla manifestazione almeno 500 persone (ma sul finire si sono aggiunte altre centinaia dalla marcia di “Io accolgo“, dove pure alcuni partecipanti hanno indossato simboli per la Palestina). Striscioni e slogan hanno inneggiato alla Palestina libera e allo stop alle uccisioni e alla "pulizia etnica" da parte di Israele; un po’ più sopra le righe lo striscione del centro sociale 28 maggio, che ha evocato il sionismo. Tra i presenti, qualche consigliere comunale (presente sin dall’inizio Iyas Ashkar, palestinese), diverse sigle bresciane, da Diritti per tutti a Magazzino 47, Non una di meno e Studenti per, Giovani comunisti al Partito comunista.

Qualche centinaia di metri più in là rispetto alla manifestazione, invece, sui muri dei portici dell’aula studio universitaria di corso Mameli sono comparse le scritte "Free Gaza" e "Intifada" con la firma degli anarchici.

Federica Pacella