"Il basket? È un grande spettacolo ma non sappiamo venderlo bene"

L’ex forte giocatore di Milano e Varese, ma anche dell’Italia, oggi commenta le partite in tv: "In Europa facciamo fatica. Prendiamo esempio dal Real: costruisce un gruppo e lo tiene per anni".

"Il basket? È un grande spettacolo ma non sappiamo venderlo bene"

"Il basket? È un grande spettacolo ma non sappiamo venderlo bene"

Sandro De Pol, ex bandiera del basket italiano e oggi commentatore RAI, è osservatore attento dei molteplici piani del gioco tricolore. Dalla Nazionale alla massima serie, passando per la serie cadetta. Senza dimenticare il momento di Olimpia Milano.

Partiamo dalla Serie A2, che commenti per la RAI. Un campionato che vuole crescere, anche restringendo gli organici. A che punto siamo?

"E’ un campionato dove finalmente c’è tanto materiale umano, è d’altronde la lega degli italiani. Ci sono dei ragazzi interessanti, che sicuro troveranno spazio nei prossimi anni nella massima serie. Oggi il talento c’è, diventeranno più solidi stando in campo tanti minuti".

E questo oggi possono farlo solo al ’’piano di sotto’’.

"E’ una categoria che vedo divisa in due. C’è chi lotta per salire, a distanza ci sono delle squadre che fanno un altro campionato. Non posso nascondermi, c’è grande differenza tra questi due livelli. Ma si trovano buoni giocatori sia nella prima fascia che nella seconda, parlando di italiani".

Trapani e Fortitudo paiono le squadre da battere, ma Cantù può avere chance dopo due stagioni deludenti?

"Cantù è sicuramente una di quelle squadre che ha l’organico più lungo, ha assolutamente la possibilità di venire promossa".

E l’Urania Milano?

"E’ una squadra effervescemge, divertente, che si affida tanto al tiro da 3 ed ha certamente iniziato la stagione con aspettative diverse rispetto allo scorso anno. Qualche battuta di arresto imprevista l’ha vissuta, però è da tenere d’occhio, se trovano continuità...".

Saliamo di piano, e andiamo in LBA. Si celebra, giustamente, il ritorno di pubblico a palazzo, ma l’andamento generale nelle coppe europee è un disastro. E’ un metro di misura attendibile?

"E’ un livello al quale dobbiamo guardare. Sono d’altronde dei campionati, dei tornei, cui partecipiamo. Certo, un solo anno non può essere il metro, bisogna guardare su più stagioni. Ma cambiamo un attimo analisi. Il Real è là da anni, ha organizzazione, sistema: quello deve essere il riferimento, anche se pare inarrivabile economicamente. Bisognerebbe costuire un gruppo e mantenerlo negli anni, questo ti concede qualità in più, ti fa crescere come organizzazione. Questo da noi non è possibile a quanto pare, anche perchè per confermare i giocatori servono risorse economiche...".

Gianni Petrucci, presidente FIP, continua a picchiare sulla Nazionale come traino...

"La Nazionale deve essere il riferimento. Il suo valore si rispecchia sul campionato. Ma a parte questo, ritengo che non si promuova adeguatamente il nostro movimento. Al di là dei social, serve una maggiore promozione. Se non sei un appassionato, non sai quando una partita va in scena. Questo gioco deve essere accessibile a tutti".

Intanto oggi torna in campo l’Olimpia Milano, reduce da un altro rovescio in Europa.

"Una squadra che ha avuto sino ad oggi parecchi problemi e che ora deve reinserire dei giocatori. E’ nata col problema del play, questo va detto. In Europa la situazione è tosta, ma fino a che non ti condanna la matematica...".