Test sierologici
Test sierologici

Nembro 8Bergamo), 21 maggio 2020 -   Per un progetto che parte, eccone uno che non prenderà nemmeno il via. Destini contrapposti quelli di San Giovanni Bianco e Nembro, due tra i Comuni più colpiti d’Italia dal Covid-19. L’indagine epidemiologica promossa dal Comune di Nembro, in collaborazione con l’istituto Sant’Agostino, è stata bocciata dal Comitato etico della provincia di Bergamo e quindi non sarà effettuata. Al contrario partirà regolarmente lo screening di massa – con test sierologico ed eventuale tampone – a San Giovanni Bianco. Che quindi sarà il primo Comune della Bergamasca ad effettuare, all’ospedale locale, i test in proprio. Il Comune aveva già ricevuto l’ok dall’Ats, mancava solamente da affidare l’appalto. Il servizio è stato aggiudicato alla Bianalisi spa di Carate Brianza che ha presentato l’offerta economica migliore: 75mila euro per effettuare 2.500 test, tanti infatti sono i kit che il Comune ha acquistato per coinvolgere circa la metà dei residenti.

Il condizionale è d’obbligo perchè il test sarà su base volontaria. Chi risulterà positivo all’esame sierologico poi sarà sottoposto al tampone. "Crediamo sia fondamentale capire chi è contagiato o chi è entrato in contatto con il virus – spiega il sindaco, Marco Milesi – per aiutare cittadini e aziende a muoversi meglio in questa fase".

Dalla soddisfazione di Milesi all’amarezza di Claudio Cancelli, sindaco di Nembro, il passo è breve. L’istituto SantAgostino, partner scientifico del Comune in questo progetto, aveva messo in campo risorse e professionalità di alto livello. L’indagine si sarebbe articolata in quattro step: due test sierologici, tampone ed ecografia. Poi questi esami sarebbero stati messi in relazione. L’obiettivo era capire che cosa fosse successo e perchè, sopratutto, il virus ha colpito con così tanta virulenza proprio a Nembro e in Valseriana. "Abbiamo perso un’occasione – dice il sindaco Claudio Cancelli - . Era tutto pronto ma purtroppo il Comitato scientifico ha bocciato il nostro progetto".

Alla fine ha pesato la lunghezza dell’iter autorizzativo. Nel frattempo infatti la situazione si è evoluta e la diminuzione dei contagiati ha fatto perdere al progetto interesse scientifico. "In questa situazione particolare, senza voler polemizzare con il Comitato scientifico – conclude Cancelli – le autorizzazione si potevano rilasciare con più tempestività. Avremmo coinvolto il 100% della popolazione, mentre l’indagine che sta svolgendo Ats arriverà al massimo al 3%".