Un momento delle esequie di Emanuele Anzini
Un momento delle esequie di Emanuele Anzini

Terno d'Isola (Bergamo), 19 giugno 2019 - La bara avvolta nel Tricolore è quella di suo padre. «Quelle maledette 2.53 (ora in cui è avvenuto l’investimento, ndr) hanno portato via un pezzo del mio cuore. Purtroppo non ti ha salvato l’esperienza, ma ti ha ucciso l’ignoranza. E per questo combatterò, anche perché il mio sogno è quello di entrare nell’esercito. Guardami e proteggimi da lassù a partire da domani agli esami di maturità».

Sara Anzini ha gli occhi rossi dalle lacrime. Quelle frasi pronunciate sull’altare erano indirizzate a suo papà, l’appuntato scelto Emanuele Anzini, 42 anni (compiuti ieri) in forza al Nucleo operativo radiomobile di Zogno, travolto e ucciso a Terno d’Isola durante un posto di blocco. A investirlo l’Audi condotta da Matteo Colombi Manzi, cuoco 34enne di Sotto il Monte: era ubriaco. Ora si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario.

A Sulmona ieri i funerali di Stato. Alle 15 la bara arriva nel piazzale della cattedrale di San Panfilo: è scortata da sei carabinieri. Dietro il dolore dei familiari: la figlia Sara, la madre Eleonora e la sorella Catia. Da lì a poco il vescovo, monsignor Michele Fusco, inizierà la sua omelia. Una folla commossa ha ricordato il militare che fin da piccolo desiderava entrare nell’Arma e indossare quella divisa come suo papà, morto per un tumore quando lui aveva solo 14 anni. Alla cerimonia funebre hanno partecipato anche numerose autorità locali e nazionali, come il comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri, e il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo. E proprio Nistri ha voluto ricordare la figura del militare e dell’uomo che si è speso sempre per gli altri.

Nel frattempo prosegue l’inchiesta. Oggi Colombi Manzi, difeso dall’avvocato Federico Riva, sarà interrogato. Intanto è stata disposta la perizia per stabilire l’esatta dinamica dell’investimento all’altezza del distributore Erg in via Padre Albisetti a Terno, sulla Provinciale che da Presezzo porta a Sotto il Monte, dove Anzini era fermo con un collega per un posto di blocco.