Le operazioni di recupero dell'auto dal lago
Le operazioni di recupero dell'auto dal lago

Bergamo, 11 settembre 2019 - Cosa si nasconde sui fondali del lago d’Iseo? Legittima la domanda dopo la scoperta fatta dai due sub che durante una immersione si erano imbattuti nella Ford Fiesta con dentro un cadavere. E per dare una risposta, sono iniziate le attività di controllo a tutto campo su una decina di siti sulla sponda bergamasca, soprattutto nella zona di Tavernola e Riva di Solto che poi porterà a una sorta di “mappatura” dei fondali, che ha svelato la presenza di un vero cimitero di automezzi, ma non solo, come ha sottolineato il colonnello Paolo Storoni che la definito la «tutela ambientale uno dei nostri compiti principali». Intervento sia ambientale che investigativo.

Al lavoro oltre ai carabinieri del comando provinciale di Bergamo, i forestali, i carabinieri subacquei di Genova, con il robot e motovedetta di Iseo, e all’occorrenza anche i colleghi del Noe di Brescia. Intanto sul fronte investigativo, lunedì con tutta probabilità verrà eseguita l’autopsia sul cadavere recuperato nel lago d’Iseo, a Tavernola. Il corpo era all’interno di una Fiesta bordeaux intestata a Rosario Tilotta, scomparso nel 2004 da Scanzorosciate quando aveva 59 anni. A effettuare l’accertamento sarà l’anatomopatologo Cristina Cattaneo, affiancata dalla collega Deborah Mazzarelli, che in passato ha lavorato a casi importanti come il riconoscimento delle salme dei profughi annegati nel mare di Lampedusa. La salma si trova all’istituto Labanof di Milano. L’esame potrebbe dare qualche elemento in più per indirizzare gli investigatori verso una pista precisa. Al momento non si esclude nulla: dall’omicidio all’incidente, o anche il gesto estremo. Nel frattempo la moglie di Tilotta, l’albanese Elva Kurti, che ne aveva denunciato la scomparsa prima di lasciare l’Italia, si è messa in contatto con i carabinieri. Sta tornando dal Montenegro, dove vive, e ha già nominato un avvocato che l’assisterà.