
Il maxi abete di luminarie apparso sulla parete
Cornalba (Bergamo) – L’albero di Natale della discordia. Si infiamma a Cornalba, in Valle Brembana, la polemica dopo che sulla falesia di arrampicata “Corna Bianca” – una delle più conosciute della Bergamasca e non solo, un paretone percorso da alcune delle vie più difficili delle Alpi centrali – è stato installato un maxi albero di Natale, alto 120 metri e largo 70, fatto di luminarie. Installazione che, proprio per la presenza della catena di luci, rende impossibile fino al 10 gennaio, giorno in cui sarà smontata l’opera, la fruizione della falesia.
Un mese di stop che non è piaciuto a diversi climber. L’albero di luci è stato voluto dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Luca Vistalli, per festeggiare il Natale. Ad inasprire le polemiche il fatto che, nei giorni precedenti la posa dell’imponente decorazione natalizia, alla base della falesia sono stati tagliati alcuni alberi con l’obiettivo di creare spazio in caso di soccorso in elicottero. La concomitanza dei due eventi ha suscitato non poche discussioni tra chi sostiene che il taglio delle piante sia stato un vero e proprio oltraggio compiuto per fare spazio al grande albero e non un intervento già programmato, come invece sostiene il primo cittadino di Cornalba.
“Le piante – sottolinea Vistalli – sono state tagliate per facilitare gli interventi dell’elisoccorso e consentire agli uomini del Soccorso alpino, qualora dovessere intervenire, di utilizzare al meglio il verricello. Ne abbiamo approfittato per installare questo albero di Natale. Ma il taglio degli alberi era una cosa già prevista, non l’abbiamo fatto in funzione dell’albero di luci”. Una spiegazione che non ha però convinto buona parte degli arrampicatori, che attraverso i social hanno espresso il proprio dissenso e intasato di e-mail di protesta la posta elettronica degli uffici comunali. Alle polemiche sono seguiti atti vandalici.
“Sono state rotte alcune luminarie – rivela Vistalli – e in Comune sono arrivi insulti e lettere minatorie. Farò denuncia alla Polizia postale”. Anche fra i climber, però, non tutti sono d’accordo ad attaccare il sindaco. “Per un mese di stop non è il caso di fare tanto caos”, spiegano alcuni arrampicatori. Più critico Luca Rota, scrittore e studioso dei paesaggi montani: “L’installazione è una banalizzazione e uno svilimento della falesia di Cornalba”.