Sondrio, 2 gennaio 2017 - «Il movente dell’omicidio-suicidio? Bisogna cercarlo in Moldavia, dove Nicola e Svetlana avevano una casa per cui litigavano spesso». «In Italia è successo qualcosa, si deve chiedere ai familiari di Nicola». Posizioni nettamente contrastanti quelle dei familiari di Nicola Pontiggia e dei parenti di Svetlana Balica. E il giallo di Cosio Valtellino, in provincia di Sondrio, resta ancora senza risposte, mentre spunta l’ipotesi di molestie sul lavoro subite dalla donna: un’amica moldava avrebbe raccolto le sue confidenze su questo episodio. Sono trascorsi 59 giorni dalla morte del 55enne che, secondo gli inquirenti, si sarebbe tolto la vita inscenando un incidente sul lavoro dopo aver ucciso la moglie Svetlana, 44enne moldava, il cui corpo ancora non si trova. Il mistero ha inizio il 2 novembre scorso: il corpo senza vita di Nicola viene trovato sotto al suo camion nella ditta Castelli, dove lavorava da 27 anni. Un infortunio sul lavoro, si pensa, ma presto a questa tragedia si aggiunge la scomparsa della moglie, le cui tracce si perdono due giorni prima, il 30 ottobre. Solo il primo dicembre la Procura di Sondrio e i carabinieri del Comando provinciale svelano cosa è accaduto: Svetlana Balica è morta e ad ucciderla sarebbe stato il marito, Nicola Pontiggia.

A rivelare la verità il filmato di una telecamera installata nel magazzino dell’azienda, che mostra Nicola Pontiggia mentre trascina il corpo della donna al buio. Un corpo che, però, ancora non si trova. Un giallo intricato. A partire dal movente dell’omicidio suicidio, che non si trova. Ma ci sono diversi spunti per interpretare l’accaduto. Il primo arriva dai familiari di Nicola, in particolare dalle figlie, che hanno raccontato agli inquirenti di litigi tra moglie e marito per una casa acquistata prima del matrimonio in Moldavia, che Nicola voleva vendere. Nel lontano Paese di origine di Svetlana, però, parlano di altro. «Nicola diceva di voler venire a vivere qui dopo la pensione, quindi la cosa non torna – racconta Ana Balica, sorella di Svetlana -. L’ultima volta che sono venuti mia sorella mi ha raccontato che il marito era cambiato in peggio negli ultimi mesi. Litigavano per dei problemi familiari di Nicola, di cui lui non le aveva parlato». «Bisogna indagare in Italia – dice poi il fratello, Petru - chiedere ai parenti di Nicola». I familiari del 55enne, subito dopo la morte, avevano sostenuto che l’uomo si fosse ucciso dopo aver ucciso Svetlana. E c’è, infine, il sospetto di molestie sessuali sul lavoro che Svetlana avrebbe subito in Valtellina. Gli inquirenti ora aspettano di poter parlare con l’amica moldava, che avrebbe raccolto le confidenze della vittima.