Sondrio, 18 marzo 2017 - Giro d'Italia e Valtellina, un matrimonio che non conosce crisi. E anche nella rassegna del centenario, una ricorrenza speciale per una delle corse a tappe più importanti del mondo, la Valle dell’Adda reciterà una parte da assoluta protagonista ospitando due tappe di grande spessore, la sedicesima e la diciassettesima, nelle giornate di martedì 23 e di mercoledì 24 maggio. La prima tappa, quella che partirà dalla bergamasca Rovetta, e si concluderà a Bormio, dopo 227 chilometri e 5.400 metri di dislivello, gran parte dei quali in territorio valtellinese, è destinata ad entrare nella leggenda e, molto probabilmente, sarà decisiva per le sorti della grande sfida. Questo sarà infatti il tappone del centenario con lo Stelvio che, per la prima volta, sarà scalato da tutti i versanti.

Una prima assoluta, una chicca, per una tappa che metterà a dura i girini “costretti” a sobbarcarsi il Mortirolo, dalla parte bresciana (da Monno), il Passo dello Stelvio da Bormio e il Giogo di Santa Maria, prima della discesa in picchiata verso la Magnifica Terra. La due giorni valtellinese in “rosa” è stata presentata ieri mattina nella splendida location del trentanovesimo piano di Palazzo Lombardia alla presenza dell’assessore allo Sport e alle politiche giovanili della Regione Lombardia Antonio Rossi: «Sarà una tappa che darà una gran visibilità ad una zona come la Valtellina che ha dimostrato di essere in grado di allestire al meglio i grandi eventi», del sottosegretario in Regione, Ugo Parolo: «Il passo Stelvio scalato su tre versanti entrerà nella storia», dei sindaci di Bormio e Tirano, Roberto Volpato e Franco Spada, dell’ex campione di ciclismo (vincitore tra le altre cose di due edizioni del Giro) Ivan Basso, legato alla Valle essendo il nonno originario di Bianzone, e del gran regista di tutta l’operazione “Giro d’Italia“, Pierluigi Negri, direttore del Consorzio turistico Terziere Superiore di Tirano.

«Quella con l’arrivo a Bormio, dopo aver scalato lo Stelvio, sarà probabilmente la tappa regina dell’edizione numero 100 del Giro d’Italia – ha detto ieri mattina il direttore della corsa rosa Mauro Vegni -, per il Giro del centenario abbiamo voluto coinvolgere un po’ tutta l’Italia e quelle località che hanno fatto la storia della corsa. E la Valtellina si inserisce in maniera forte tra queste realtà». «Sono molto legato alla Valtellina - ha ricordato Basso -, anche perché a 8 anni sono salito per la prima volta in bici all’Aprica e a 9 anni ho scalato per la prima volta il Mortirolo. Le prime pedalate non si scordano mai. Il Giro d’Italia è la gara più bella, nel Paese più bello e tra le montagne più belle del mondo. Lo Stelvio come il Mortirolo sono due salite di quelle che incutono “rispetto” e “timore” ad ogni corridore». La seconda tappa invece partirà da Tirano (Comune europeo dello sport 2017) e arriverà a Canazei, dopo 219 chilometri. «Essere riusciti a portare la tappa clou del Giro 2017 in Valtellina, con lo Stelvio scalato sui tre versanti per la prima volta, mi riempie di soddisfazione e rappresenta il raggiungimento di un progetto studiato da alcuni anni» ha concluso Negri.