Pavia, 9 febbraio 2016 - "E' un'opportunità di crescita, per il nostro territorio e per l’eccellenza del nostro riso". Wilma Pirola, presidente di Coldiretti Pavia, commenta così il progetto ‘Seme alta qualità’ presentato ieri pomeriggio dalla Sis (Società italiana sementi) in collaborazione con il Consorzio agrario Terrepadane. Parte infatti da Pavia, che con i suoi circa 80mila ettari coltivati a risaia è la prima provincia risicola d’Europa, la nuova sfida lanciata per la produzione di sementi che possano dare ai risicoltori maggiori garanzie di resa e ai consumatori un prodotto di eccellenza. "Non che fino ad oggi non si puntasse a semi di qualità – ha sottolineato Mauro Tonello, presidente di Sis e vice-presidente nazionale di Coldiretti – ma il nostro progetto vuole risalire la china in un settore, quello delle sementi di riso, che negli ultimi anni era stato forse un po’ trascurato, anche dai risicoltori.

Sappiamo tutti bene quali siano i problemi delle piante infestanti a grana rossa, il riso crodo, e anche del nematode, parassita ancor più subdolo, perché non si vede. E giustamente i risicoltori, per avere delle sementi di scarsa qualità che poi comportano problemi in risaia, non sono disposti a pargarle, ricorrendo sempre più spesso all’autoproduzione delle sementi. Per invertire la rotta, vogliamo poter garantire delle sementi davvero di alta qualità: per noi è un investimento, ma anche per i risicoltori è un valore aggiunto". L’obiettivo della presentazione di ieri alla Coldiretti era infatti quello, prima del periodo della semina, di lanciare la consultazione tra i risicoltori pavesi, per cercare la disponibilità alla produzione di riso da seme.

In particolare per la varietà Volano, la Sis sta cercando in provincia di Pavia circa 100 ettari da destinare al progetto ‘Seme alta qualità’. "Devono essere terreni con determinate caratteristiche – spiega Carlo Minoia, responsabile del progetto – che siano vergini o con rotazione di 8 anni, con una premialità che può arrivare fino a un massimo di 22 euro al quintale, a scalare fino al un minimo degli attuali 12 euro al quintale. E con una garanzia di ritiro al minimo del 50%". Dati tecnici che interessano i risicoltori, che ricevendo una maggiorazione sul prezzo possono essere incentivati a destinare parte delle proprie risaie al progetto, che sarà poi gestito insieme al ‘braccio operativo’ della Sis, il Consorzio agrario Terrepadane.

di STEFANO ZANETTE