Milano, 16 aprile 2017 - Un corso per diventare "YouTuber" con una lezione su selfie e dintorni. Un corso per costruire oggetti, armati di stampanti e taglierine digitali. Da giugno a settembre le proposte curiose, negli spazi di via Bergognone, abbondano. Sarà un’estate tecnologica ai "Summer Camp" dedicati ai ragazzi tra i 12 e i 16 anni e promossi da Cariplo Factory, in collaborazione con Fastweb Digital Academy e con il patrocinio di Asseprim. In cattedra fashion designer, artisti, educatori professionali e guru della tecnologia. Ci saranno WeMake, Forge Reply, Coder Kids, Cooperativa Social Diapason – creatori dei primi centri giovanili a Milano – e drammaturghi, registi e scenografi di Sesto Spazio.

«Saranno settimane intense – spiega Cristina Martellosio, di WeMake, tra i docenti arruolati –. Tre saranno dedicate alla costruzione e progettazione di oggetti: lanceremo delle sfide della vita reale, in campo ambientale e nell’ambito della cura. I ragazzi dovranno trovare una soluzione e prototiparla. Lavoreranno in gruppi di cinque persone, dovranno fare ricerche in rete, impareranno ad affidarsi a fonti sicure e troveranno soluzioni attraverso l’elettronica, la domotica e la piattaforma Arduino. Insomma, diventeranno dei veri inventori». Dall’idea al progetto, svolgeranno compiti autentici tipo incidere su legno e plexiglass con laser cut. «Lo scopritore dovrà anche diffondere la notizia – continua Martellosio – relazionandosi col suo gruppo e comunicandola agli altri. Oltre a usare tecnologie di fabbricazione digitali, devono valutare progetti, tempi e costi». Si impara anche dagli errori. Durante lo "YouTuber camp", i ragazzi costruiranno invece storie e realizzeranno video utilizzando diverse tecniche di montaggio. «Rifletteranno anche sulla formula mediatica di porsi in rete – spiegano i docenti -, per questo ci sarà anche un laboratorio sui selfie. In pre-adolescenza è importante ragionare sul chi sono e sul come mi pongo all’interno della rete».

Si affronteranno anche rischi e pericoli, in un’ottica costruttiva. «In genere i ragazzi apprendono subito le tecniche, hanno un livello di competenze digitali alto, mentre le maggiori difficoltà si riscontrano nello storytelling, nel narrare». Abilità fondamentale, anche per riuscire a creare un videogame: lo faranno nella settimana dedicata al coding & gaming camp: costruiranno il loro personaggio, la storia, impareranno le regole del gioco, l’importanza di causa ed effetto. Anche in questo caso ci saranno sfide e creeranno videogame attraverso Android e Java; ci sarà la possibilità di esportare poi i file in 3D. «Li riportiamo sempre a terra – sorride Cristina Martellosio –. Lavoreranno tanto in autonomia e ci saranno sempre ore di arti performative. Alla base di questi laboratori c’è l’idea della didattica per progetti, dell’imparare facendo».