Milano, 12 ottobre 2017 - Non ha rinnovato il permesso per accedere alla Ztl Merci, Zona a traffico limitato, in zona Paolo Sarpi, con il mini van Opel Combo che guida per lavoro. E senza rendersene conto ha collezionato una multa dopo l’altra fino ad arrivare a quota 25. Il campanello d’allarme è stata la notifica della prima sanzione: il cittadino in questione ha subito pagato ed è corso ai ripari, rinnovando il permesso di transito del furgoncino senza problemi. Ma grande è stata la sorpresa quando la casella di posta a poco a poco si è riempita di verbali. E lo sconforto, visto che tutte quelle multe gli sarebbero costate cirtca duemila euro. Ma ha presentato ricorso al giudice di pace.

E adesso questo milanese canta vittoria: ricorso accolto. Risultato: verbali annullati grazie alla sua buona fede, riconosciuta dal giudice di pace che ha emesso la prima sentenza il 24 settembre pronunciandosi in merito a 14 multe. «Sugli altri dieci verbali, un altro giudice si è pronunciato martedì: ha annullato anche questi, tranne il primo. Ora siamo in attesa di avere la sentenza per iscritto con le motivazioni», spiega l’avvocato Francesco Giungi che ha assistito il cittadino sanzionato. «E’ stato necessario - sottolinea - presentare due ricorsi diversi per ragioni tecniche, per via delle tempistiche sulle notifiche». Il fatto è questo: a cavallo tra il 2016 e il 2017 il cittadino, un milanese di 48 anni, è diventato socio accomandatario e legale rappresentante della società di famiglia che si occupa di impianti di parabole e antenne. Un testimone raccolto dal padre che ha 86 anni. Oltre al passaggio di consegne c’è stato un cambio di ragione sociale della società (passata da srl a sas). «Davvero molte - si legge nel ricorso - sono state le incombenze e le nuove responsabilità sopraggiunte. Purtroppo, quella relativa al rinnovo del permesso di accesso alla Ztl, scaduto il 31 gennaio 2017 (ottenuto a maggio 2014, con scadenza annuale), della vettura aziendale, non è stata comunicata dal padre al ricorrente«. E da febbraio in avanti hanno iniziato a piovere le multe. «Una simile dimenticanza - la difesa - è più che giustificata, sia per la mole di incombenze amministrative cui figlio e padre sono stati sottoposti negli ultimi mesi, sia per le precarie condizioni fisiche di quest’ultimo aggravate dall’età. Inoltre, nessuna comunicazione da parte del Comune è stata fornita sulla scadenza del permesso».

Il giudice ha accolto il ricorso. «Le dichiarazioni del ricorrente - si legge nella sentenza - sulle induzioni in errore non per colpa sua ma a causa della combinazione tra il cambio di ragione sociale unitamente all’assenza di comunicazioni di avviso di scadenza sono da ritenersi più verosimili e condivisibili che non». Prova della buona fede anche il fatto di aver pagato la prima contravvenzione provvedendo poi a rinnovare il permesso di transito avendone diritto.