Milano, 30 settembre 2017 - Milano supera il primo scoglio per la sua candidatura a ospitare l'Agenzia europea del farmaco (Ema), che traslocherà da Londra, in seguito alla Brexit. Si evince dalla valutazione dei sei criteri oggettivi da parte della Commissione Ue. In gara per l'Ema ci sono altre 18 città.

La valutazione di Bruxelles non contiene però classifiche e non è vincolante. Pirelli. Ora, infatti, la palla passa ai 27 Stati membri: la decisione sarà presa dai ministri degli Esteri al Consiglio affari generali di novembre. La metropoli lombarda è considerata fra le favorite a ospitare l'agenzia del farmaco per la cui sede ha offerto il grattacielo Pirelli. L'unico handicap per Milano è dato dagli equilibri geopolitici, in quanto l'Italia già ospita altre due agenzie Ue a differenza di altri Paesi non ne hanno nessuna (Slovacchia, Bulgaria e Romania)

"Siamo in pole position - esulta la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin - si è riunita la prima assemblea che ha dato una valutazione tecnica: Milano è tra le prime cinque città candidate e ha una possibilità in più rispetto alle altre perché abbiamo già un edificio pronto che diamo gratuitamente, il Pirellone". Lorenzin ricorda che "la competizione sarà molto dura con Amsterdam e Copenhagen e sarà una grossa prova per l'Italia. Già che siamo tutti insieme a combatterla è inusuale e segno del cambiamento dei tempi che stiamo vivendo". Inoltre, alla domanda su come mai l'Italia abbia proposto Milano e non Roma, la ministra ha rifilato una stoccata alla capitale: "Beh, abbiamo rinunciato alle Olimpiadi, io volevo vincerla questa partita".

Soddisfazione per quanto emerso da Bruxelles è stata espressa anche dalla Farnesina: "Il documento pubblicato oggi a Bruxelles conferma la solidità della nostra candidatura e l'elevatissima qualità dell'offerta del capoluogo lombardo - ha affermato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano - Milano, capitale economica del Paese ma anche città in grado di erogare servizi pubblici di primissimo livello, è una tra le città europee più sviluppate e dinamiche, perfettamente in grado di garantire, anche grazie al ruolo di leadership esercitato nella ricerca medica e farmacologica, la continuità delle attività di Ema una volta lasciata Londra".