Milano, 15 novembre 2017 - Andrà all'ex arcivescovo di Milano Angelo Scola la Grande medaglia d'oro conferita ogni anno dal Comune in occasione della cerimonia degli Ambrogini d'oro, le civiche benemerenze consegnate ogni 7 dicembre a chi ha dato lustro alla città.

Lo ha stabilito il Comitato per le Civiche benemerenze che si è riunito a Palazzo Marino per decidere a chi saranno dati i riconoscimenti quest'anno. La scelta di Scola è stata approvata all'unanimità così come il riconoscimento, la medaglia alla memoria, a Claudio De Albertis, l'ex presidente della Triennale scomparso lo scorso dicembre. Sono quindici le medaglie d'oro che saranno consegnate dal sindaco Giuseppe Sala e dal presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè. A riceverle saranno l'ex modella e giornalista Benedetta Barzini, la storica dell'antichità e del diritto antico Eva Cantarella, la tuffatrice medaglia bronzo ai Mondiali 2017 Elena Bertocchi, l'oncologo Filippo De Braud, l'ideatrice del Salone Satellite, contest dedicato ai giovani designer all'interno del Salone del Mobile, Marva Griffin, l'oncologo dell'Istituto dei tumori di Milano Francesco Garbagnati, lo psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet, l'economista e teorico del Pd Michele Salvati, il medico che ha diretto il Centro trapianti del Policlinico Giorgio Rossi, l'imprenditore che ha fondato le pasticcerie Le Tre Marie e Cova, Enzo Ricci, il
fondatore della Casa della Carità, don Virginio Colmegna, il fondatore di Radio Deejay, Linus, l'amministratore delegato di Rolex Gian Riccardo Marini e il giornalista Vladimiro Poggi.

Tra le candidature sfumate c'è quella dell'ex portiere dell'Inter e della Nazionale Walter Zenga, proposta dal capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi, che la ripresenterà nel 2018 nel trentennale dello scudetto nerazzurro 88/89. Bocciata anche la candidatura della Lega Nord, che aveva proposto per l'Ambrogino d'oro il cantante Giuseppe Povia, che ha scatenato polemiche e critiche per le sue posizioni nette su temi come l'immigrazione e l'omosessualità. Un'altra bocciatura è arrivata per l'ex presidente di Atm Bruno Rota, che aveva lasciato Milano per andare a dirigere l'Atac di Roma, per poi lasciare l'incarico poco dopo. Il suo nome era stato proposto dal consigliere Basilio Rizzo, ma Pd e Insieme per Milano non erano d'accordo.