CHRISTIAN SORMANI
Cronaca

Gita sospesa, i genitori: «Bulli? I nostri ragazzi rispettano la loro compagna»

Legnano, parlano le famiglie degli studenti della terza media: "Da tre anni aiutano la compagna di classe autistica, non c'è mai stata alcuna discriminazione nei confronti di questa ragazza"

Scuola

Legnano (Milano), 19 aprile 2016 -  «I ragazzi che voi state additando come mostri, bulli, maleducati, indegni, sono gli stessi ragazzi che da tre anni aiutano la compagna in classe nelle attività didattiche, accompagnano la ragazza in bagno aiutandola a pulirsi, vestono la ragazza prima delle ore di educazione fisica e poi la rivestono, senza mai lamentarsi, ma sempre con amore e soprattutto con rispetto». Non ci stanno i genitori degli alunni accusati di bullismo nei confronti della compagna disabile..

I genitori parlano di scelte importanti operate da docenti ed alunni in questi tre anni, per non creare problemi durante le ore di lezioni alla stessa ragazza, rimasta sempre in classe di fianco ai compagni per evitare di isolarla altrove, nonostante gli evidenti problemi di base. Secondo i genitori quello che sta accadendo in questi giorni è una pura strumentalizzazione. Un vero e proprio uragano mediatico che sta solo screditando il lavoro di integrazione e sostegno creato nel corso di questi tre anni di lavoro comune. Tornando ai messaggi di whatsapp, per le famiglie degli alunni della terza classe in questione è assolutamente falso che ci sarebbero state frasi in cui si discriminava la ragazza. Una compagna di classe, rimasta turbata in passato da una brutta esperienza vissuta con la compagna, ha ricordato il fatto dicendo di preferire lo stare a casa all’andare in gita. Da lì in poi altri messaggi di compagni sull’’argomento, secondo i genitori dal tono mai offensivo o discriminante, avevano creato un caso.

L’accusa di cyberbullismo si sarebbe così materializzata e i genitori della ragazza hanno iniziato a prendere le distanze dal resto del gruppo accusando i figli degli altri e non accettando le diverse soluzioni offerte dalla scuola per organizzare la gita stessa: combinazioni di camere ad estrazione, controlli con insegnante di sostegno ed altro. Soluzioni queste che secondo le famiglie degli alunni, sarebbero state tutte bocciate dai genitori della disabile. Le stesse famiglie pensano adesso che l’unico motivo della bufera mediatica che si è scatenata fosse quello di costringere la classe a rinunciare alla gita.