Lecco, 19 marzo 2017 - Cinquant'anni or sono, nei primi mesi del 1967, la Rai tv concludeva la messa in onda, la domenica sera, delle otto puntate del grande sceneggiato tratto dal romanzo “I Promessi Sposi”, di Alessandro Manzoni, con la regìa di Sandro Bolchi e la consulenza storica letteraria di Riccardo Bacchelli. Fu un successo insperato di ascolto: 15 milioni di telespettatori, come minimo, avevano seguito le varie puntate del romanzo nella Tv ancora in bianco e nero, in un’Italia nella quale la diffusione dell’apparecchio televisivo non era ancora capillare e rimanevano lungo la penisola e nelle isole zone d’ombra nel ricevere il Segnale TV. «Ho dei ricordi vivi di quell’inizio 1967 – dichiara un giovane di allora che aveva 18 anni –: abitavo in un casa popolare con il vecchio cortile dai balconi a ringhiera, nel quale solo una famiglia aveva il televisore in casa».

«La domenica sera c’era l’invasione dell’appartamento, con i bambini seduti per terra davanti all’apparecchio e gli altri sistemati stretti, stretti, con tutte le sedie disponibili, anche portate da una famiglia vicina. Era un grande orgoglio per noi lecchesi vedere “I Promessi Sposi” ambientati nel nostro territorio, tra lago e monti». In verità, le riprese lecchesi non c’erano. Solo “l’Addio Monti” era stato girato sul ramo lecchese del Lario, presso il Castello di Lierna, nei primi giorni di ottobre 1966. Nella primavera 1966, prima dell’inizio delle riprese del 1° maggio negli studi Rai di corso Sempione in Milano, il regista Sandro Bolchi aveva più volte percorso la sponda dell’Adda da Pescarenico a Chiuso, cercando senza successo scorci ed angoli ancor non “inquinati” dall’urbanizzazione del territorio. Si parlò di girare il passaggio dei Lanzichenecchi nella piana di Cortabbio, oltre il Pioverna, rispetto al nucleo principale della frazione di Primaluna. Le riprese furono, invece, realizzate nel Monferrato, impegnando 50 carabinieri a cavallo dello squadrone equestre del battaglione mobile di Milano.

Lp sceneggiato tv portò alla ribalta un giovane attore già emergente, il lecchese Nino Castelnuovo, allora non ancora trentenne. Venne scelto un lecchese per il ruolo di barcaiolo dell’Addio Monti: lo stesso regista Bolchi, durante una visita a piazza Era indicò in Stefano Ghislanzoni, classe 1914, pescatore di professione, l’interprete del personaggio di una pagina famosa dei Promessi Sposi. La figlia di Ghislanzoni, Rosanna, ha conservato gelosamente la grande pagina a colori che “Il Giorno” ha pubblicato nell’ottobre 1976, quando vennero concluse le riprese dello sceneggiato. È stata dal nostro quotidiano ripubblicata nell’ottobre scorso. La popolarità dello sceneggiato televisivo provocò una generale nuova attenzione ai Promessi Sposi. All’inizio della primavera 1967 aumentarono notevolmente le comitive in visita ai luoghi manzoniani, impegnando il gruppo guide coordinato da Ines Pozzi Riva e da Attalo Bertolazzi. L’Unione Commercianti di Montecatini organizzò un treno speciale che portò a Lecco 300 associati.

Tra le scolaresche spiccò per numero la media di Settimo Torinese, che arrivò con 180 alunni. Visitarono i luoghi manzoniani anche 60 partigiani jugoslavi, giunti in visita di amicizia con l’Anpi di Lecco, organizzata da Piero Losi e Sergio Friso. Nei commenti post trasmissione verrà avanzata per la prima volta l’idea di recuperare l’ex convento di Pescarenico come punto di interesse turistico, insieme al vicino vecchio villaggio dei pescatori sulle rive dell’Adda. L’idea venne sostenuta dall’Azienda Turismo, con il presidente Giacomo De Santis, ottenendo il parere favorevole del parroco don Luigi Colombo e del suo successore don Giovanni Brandolese. Vi fu la consulenza tecnica dell’arch. Gianfranco Donadelli, residente in quartiere Pescarenico. Le otto puntate dei Promessi Sposi della Rai Tv, con l’introduzione iniziale di Riccardo Bacchelli, si possono ora rivedere, tramite Internet, su Rai Play. É una programmazione inserita nel settore “I favolosi”, riconoscimento ad una realizzazione di grande richiamo e di notevole impegno da parte della Rai Tv di allora.