Como, 27 dicembre 2017 - Un'indagine di cui non si vede la fine, e che sta arrivando a coinvolgere ogni settore legato al rilascio di patenti e di certificazioni dei veicoli. Così l’arresto di Antonio Pisoni, dirigente della Motorizzazione di Como fino a metà maggio, sembra aver scoperchiato un pozzo senza fondo di approssimazione, violazione delle norme, scambio di favori e corruzione anche da pochi centesimi. Una parte dei soggetti coinvolti sono risultati pienamente consapevoli delle violazioni di cui beneficiavano, come alcuni titolari di scuole guida, ora chiuse, o autisti che evitavano di affrontare esami che probabilmente non avrebbero superato. Ma ora i contraccolpi stanno penalizzando anche chi era convinto di aver fatto ogni cosa come andava fatta, e si sono invece trovati a dover rispondere di illeciti commessi da terze persone, che li stanno danneggiando anche a distanza di tempo.

È il caso di Asf, i cui bus sono andati incontro al sequestro delle carte di circolazione per le revisioni non a norma, e che ora stanno circolando con permessi in deroga in attesa di rifare le verifiche necessarie. Tuttavia nel frattempo, gli inquirenti della Polizia Stradale di Como, coordinati dal sostituto procuratore Massimo Astori, hanno messo sotto sequestro 127 patenti, corrispondenti a 29 sedute d’esame tenute dallo stesso Pisoni per patenti di categorie superiori, vale a dire Bs, Be, C, Ce, D, De, che sarebbero state svolte in violazione delle tempistiche regolate da una precisa normativa: è stato così riscontrato che alcuni esami duravano solo pochi minuti, e non i 45 previsti dalle disposizioni di legge in materia, per consentire la verifica di conoscenze e requisiti specifici. Oltre ai documenti di guida dei 127 autisti, residenti nel Comasco, sono finiti sotto sequestro anche i verbali delle sedute di esame, ritenute false. Un altro fronte su cui è intervenuta la stradale, riguarda le operazioni di collaudo di auto destinate a portatori di handicap.

Anche in questo caso si tratta di violazioni riconducibili a Pisoni. Gli inquirenti ritengono che su alcuni veicoli venissero apportate «modifiche strutturali» predisposte per consentire l’utilizzo e la guida a persone affette da disabilità, effettuate da un’officina autorizzata e concorrente nelle responsabilità, che prevedevano una specifica visita «di collaudo» da parte dell’ingegnere della Motorizzazione. Ma secondo quanto attualmente viene contestato, tali visite di collaudo erano svolte in modo sommario, in violazione delle prescrizioni, o addirittura senza aver provveduto a prendere visione del veicolo. Sono così finite sotto sequestro 64 carte di circolazione, destinate a nuova seduta di collaudo. Anche in questo caso, i proprietari dei veicoli erano inconsapevoli di tali modalità, e risultano parti offese di quanto accaduto.