Como, 31 dicembre 2017 - Vuoi vedere che adesso gli svizzeri ci hanno superato anche nel cinepattone? Quella che sembrava la più riuscita invenzione del cinema nostrano, in grado di rinverdire addirittura i fasti della commedia all’italiana al botteghino, sembra aver attecchito più che bene in Canton Ticino dove «Frontaliers Disaster», del regista elvetico Alberto Meroni, uscito nelle sale nella settimana di Natale ha addirittura battuto un colossal come «Star Wars: Gli ultimi Jedi».

Il pubblico in sala alle Guerre Stellari ha preferito le diatribe quotidiane tra il frontaliere Roberto Bussenghi e il doganiere Loris Bernasconi, tutte rigorosamente in ticinese. Un vecchio cavallo di battaglia dei Frontaliers, il duo di attori svizzeri Flavio Sala e Paolo Guglielmoni. Iniziata nel 2006 come serie radiofonica in onda sul canale radio RSI ReteTre, Frontaliers grazie al successo di pubblico è sbarcata nel 2010 in tv sempre sul primo canale della Svizzera Italiana dov’è stato uno degli appuntamenti più seguiti fino al 2014. Il progetto di trasformare la serie in un film vero e proprio è nato allora, forti del successo di un primo lungometraggio girato mettendo insieme i vari sketch realizzati nel corso degli anni. «Frontaliers Disasters» però è un film vero, come tengono a specificare gli autori, che ha richiesto circa 2 anni e mezzo di lavoro, con 5 settimane di riprese in diverse località della Svizzera italiana e alla frontiera di Bizzarone, il valico dove ogni giorno il frontaliere Bussenghi, che vive nel paese di fantasia di Usmate Carate, si presenta a bordo della sua Panda rossa e dove ad attenderlo trova il doganiere Loris Bernasconi. Sono proprio i confronti, ad alto contenuto di battute tra i due, il motore comico del film che questa volta li vede addirittura alleati di fronte a una minaccia internazionale.

Ad arricchire un cast cdi attori ticinesi, alcuni dei quali molto noti anche in Italia come Teco Celio che ha recitato in capolavori come «Film Rosso» di Krzysztof Kieslowski ma anche in «Benvenuti al Sud», c’è anche l’italianissimo Enrico Bertolino nel ruolo del datore di lavoro del frontaliere. Sì perché infondo a far ridere i ticinesi siamo soprattutto noi italiani, con le nostre presunte furbizie che ci rendono il capro espiatorio ideale per l’inflessibile Bernasconi, che per quanto si sforzi proprio non riesce a comprenderci. A differenza dei cinepattoni nostrani qui le battute sono veramente per tutti: senza parolacce o scene allusive. Una comicità per famiglie che, sorpresa ma non troppo, sta sbancando il botteghino e a gennaio dalla Svizzera Italia muoverà in quella Tedesca e Romanda. Vista l’impossibilità di doppiare le battute, che fanno ridere anche noi italiani perché il ticinese è un vernacolo a sé solo in parte simile al lombardo, svizzeri tedeschi e francesi dovranno vedersi il film sottotitolato. Ancora da decidere se il film verrà distribuito anche in Italia, almeno in Lombardia, nel dubbio tanti frontalieri si sono già attrezzati per andare a vederselo oltreconfine con la famiglia. Mai come in questo caso l’integrazione passa da un sorriso.