Brescia, 10 gennaio 2018 - Guardia di Finanza, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, in azione nell’ambito dell’operazione 'Free Fuel'. Le Fiamme Gialle hanno eseguito, in diverse province italiane, 7 custodie cautelari in carcere e 2 misure interdittive, nei confronti di un’associazione per delinquere dedita ad una maxi frode fiscale, per oltre 65 milioni di euro, nel settore dei carburanti con interessi della camorra. La frode consentiva un maggior margine di guadagno agli esercenti dei distributori stradali.

Il carburante arrivava dalla Slovenia e dalla Croazia e poi veniva rivenduto ai distributori di pompe bianche. Il gruppo aveva l’obiettivo di abbassare il prezzo finale del carburante attraverso società che avrebbero sistematicamente omesso il versamento dell'Iva. Le operazioni finanziarie passavano da due società formalmente registrate in Bulgaria e Romania, mentre fisicamente il carburante, caricato in autobotti, raggiungeva alcuni depositi di Roma, Genova e Vigevano. A Napoli è stato scoperto un bunker dove veniva conservato il carburante.  Tra i documenti sequestrati nell' ambito dell'inchiesta c'erano alcuni fogli con indicata la parola "camorra" come destinazione finale di proventi."

Questo è un settore in cui le Procure devono impegnarsi di più", ha spiegato il procuratore aggiunto Sandro Raimondi. «Rifiuti e carburanti sono settori a forte rischio di infiltrazione mafiosa» ha aggiunto il magistrato bresciano. Contestata quindi anche l'aggravante mafiosa. "Hanno agito per favorire la Camorra e il Gip ha confermato la nostra tesi", hanno spiegato le Fiamme Gialle. L'inchiesta è però nata "grazie alla segnalazione di imprenditori onesti: titolari di pompe di benzina ai quali era stato offerto carburante fortemente sotto costo", hanno dichiarato i vertici della Guardia di Finanza di Brescia.