Daniele Marantelli, il leghista rosso: io, Bobo e la svolta che fu solo sfiorata

Lo storico esponente del Pci-Pds-Pd varesino, amico-rivale di Maroni: "Aveva onestà e coraggio, due caratteristiche per me imprescindibili"

Roberto Maroni con Daniele Marantelli
Roberto Maroni con Daniele Marantelli

Varese - "Avevo giusto per le mani una vecchia prima pagina del Giorno, del febbraio 2011. Io e Bobo insieme con la maglia del Milan, sorridenti, e il titolo ‘Dialogo possibile’. Mi ha fatto piacere rivederla, mi ha tirato un po’ su di morale in questo giorno triste". Daniele Marantelli, storico esponente del Pci-Pds-Pd varesino, è amico di lunga data di Roberto Maroni, con cui ha sempre avuto un dialogo privilegiato, al punto da guadagnarsi il titolo di “leghista rosso”.

Dialogo. Una costante del rapporto tra lei e Maroni: quando vi siete conosciuti?

"Era il 1976, lui bazzicava Radio Varese e io ero un giovane segretario di sezione del Partito comunista. Bobo frequentava il mondo che stava alla sinistra del Pci, dunque era normale dialogare. Aveva onestà e coraggio, due caratteristiche per me imprescindibili".

Poi però Maroni scelse la Lega: questo non incrinò i vostri rapporti?

"Al contrario, cominciò una frequentazione molto più intensa. Nel 1990 eravamo entrambi all’opposizione in Consiglio comunale a Varese, io capogruppo del Pci e lui della Lega Lombarda. Nel 1993, quando saltò la trattativa fra la Lega e la Rete di Leoluca Orlando, Bossi disse a Maroni ‘senti il tuo amico Marantelli’. Così nacque laprima Giunta a guida leghista, con l’appoggio esterno del Pds".

Uno schema a lei caro che provò a ripetere, invano, a livello nazionale. Rimpianti?

"Nel Duemila era quasi fatta per un’alleanza al Nord che avrebbe portato lui a essere governatore della Lombardia, Massimo Cacciari del Veneto e uno tra Piero Fassino e Livia Turco del Piemonte. Una mossa che avrebbe cambiato le sorti anche della politica nazionale, e invece non andò in porto".

In campo calcistico invece eravate in perfetta sintonia, entrambi grandi tifosi del Milan: un ricordo particolare ?

"Sicuramente la finale di Champions League ad Atene nel 2007, vinta 2-1 sul Liverpool, l’unica che ho visto dal vivo. Andammo insieme coi rispettivi figli, una bellissima esperienza. Ma ricordo con piacere anche le tante partite di beneficenza giocate con la Nazionale politici, a San Siro come nella nostra Varese".

L’ultima volta che lo ha sentito?

"A metà ottobre, sono andato a casa sua. Abbiamo parlato di tante cose, di politica e di calcio soprattutto. L’ho trovato estremamente lucido, anche se i segni della malattia erano evidenti".